Una mamma è sempre una mamma, anche quando la sua prole è formata da cuccioli. Eppure, nei giorni scorsi a Levanto, nel comune di La Spezia, mamme e cuccioli sono stati giustiziati senza pietà.
Di nuovo gli animali nell’ingiusto ruolo di vittime e gli esseri umani in quello ormai tristemente noto di carnefici.
Animali che sono stati attirati con il cibo all’interno di una pig brig trap. Un aggeggio infernale che una volta chiuso non lascia via di fuga. Mamme e cuccioli prigionieri, terrorizzati, sotto lo sguardo gelido dei loro aguzzini.
Gli animali, nel panico, hanno tentato inutilmente di uscire da quella trappola di morte ma ogni loro sforzo è stato inutile. E i cuccioli sono stati costretti ad assistere all’esecuzione dei loro genitori e dei loro fratelli.
17 creature, in maggioranza cuccioli, sono stati freddati attraverso un meccanismo istituzionale che non lascia posto alla pietà. Un’ingiustificabile barbarie, atroce nella sua esecuzione, che trasforma esseri viventi in carcasse da distribuire ai cacciatori. Ben 12 di quei poveri inermi corpicini martoriati sono stati consegnati ai loro carnefici per autoconsumo.
Eppure non è necessario sterminare intere famiglie per contenere il numero degli ungulati. Le alternative non cruente esistono, basta applicarle.
In primo luogo abolire la caccia dato che è proprio l’attività venatoria a causare l’esubero dei cinghiali. Animali organizzati in società matriarcali dove si riproduce solo la matriarca che blocca l’estro delle altre femmine del branco, fino a quando non viene uccisa dai cacciatori. A quel punto tutte le femmine iniziano a riprodursi.
L’intervento dell’uomo in natura serve solo a far saltare equilibri perfetti.
Destrutturare i branchi non è la scelta giusta. Altrimenti con la caccia selvaggia degli ultimi 30 anni i cinghiali a quest’ora dovrebbero essere estinti.
Le istituzioni devono assolutamente accantonare i ritorni economici derivanti dall’attività venatoria e porre fine alla mattanza dei cinghiali perché sono individui, non cose. E una violenza tanto estrema non può essere giustificata.
Per allontanare gli ungulati dalle zone coltivate servono esclusivamente recinzioni elettrosaldate. Esistono in commercio anche dissuasori luminosi, sonori e contraccettivi.
Noi umani, per definirci tali, la nostra “umanità” la dobbiamo dimostrare evitando la violenza e la sopraffazione dei più deboli, compresi gli animali.
E le istituzioni hanno il dovere di dare il buon esempio, evitando di avvallare la violenza. Informando, aiutando e sostenendo il cittadino nell’applicazione di metodi di contenimento e controllo della fauna selvatica non cruenti. Affinché il bosco, la campagna, la montagna ritornino luoghi sicuri e accoglienti per i loro principali abitanti: i selvatici.
Intrappolati, uccisi e infine “donati” ai cacciatori per alimentazione umana.
Nel video si possono vedere i cinghiali intrappolati nella grande rete sollevata. Hanno provato a fuggire; una madre disperata ha cercato di mettere in salvo i suoi piccoli, che strillano angosciati. Alla fine, dopo interminabili ore di paura e sofferenza, sono stati brutalmente uccisi dagli agenti del Nucleo Regionale di Vigilanza Faunistico-Ambientale e infine “donati” ai cacciatori per alimentazione umana.
Se anche tu ritieni inaccettabile lo sterminio dei cinghiali a Levanto, puoi far sentire la tua voce scrivendo alle autorità competenti. Qui sotto trovi un esempio di email da inviare, con oggetto, destinatari e testo già pronti.
Oggetto
Un atto inaccettabile di crudeltà istituzionalizzata
Destinatari
assessore.sviluppoeconomico@regione.liguria.it
protocollo@pec.regione.liguria.it
presidente@regione.liguria.it
sindaco@comune.levanto.sp.it
vigilanza.faunistica@regione.liguria.it
Testo
Ai Responsabili istituzionali competenti,
Presidente Marco Bucci,
Assessore Alessio Piana,
Sindaco Luca Del Bello,
Responsabili del Corpo di Vigilanza Faunistica della Regione Liguria,
scrivo con profonda indignazione e dolore in merito ai recenti eventi che hanno avuto luogo a Levanto, dove numerosi cinghiali sono stati brutalmente abbattuti nel quadro di un’operazione autorizzata dalle istituzioni locali. Come cittadino, impegnato nella difesa della vita di ogni essere senziente, ritengo doveroso esprimere tutto il mio sconcerto per quanto accaduto.
Sterminare degli animali selvatici – individui dotati di sensibilità, emozioni e capacità relazionali – non può mai essere considerata una “soluzione” etica, né una gestione razionale della convivenza tra specie. Si tratta piuttosto di un atto di violenza che riflette una visione antropocentrica e predatoria del mondo naturale, la stessa visione che sta conducendo l’intero pianeta verso una crisi ecologica e morale senza precedenti.
È gravissimo che in un contesto come quello di Levanto, territorio che si fregia di valori legati alla natura e alla biodiversità, si sia scelta la via dello spargimento di sangue invece di investire in soluzioni incruente e rispettose della vita. Esistono metodi efficaci e scientificamente validati per il contenimento della fauna selvatica, che non prevedono la morte come unica risposta: sterilizzazione, barriere ecologiche, dissuasori, piani di convivenza… Ma queste strade richiedono visione, volontà politica e una sincera adesione al principio di non violenza.
Mi domando: quale messaggio stiamo trasmettendo alle nuove generazioni? Che chi è più debole o “in eccesso” può essere eliminato senza pietà? Che la vita degli animali è sacrificabile sull’altare della nostra comodità o sicurezza percepita?
Vi invito a riflettere sull’impatto profondo di queste decisioni: non solo sugli animali uccisi – che hanno provato paura, dolore, terrore – ma anche sul tessuto etico e culturale della nostra società. Normalizzare lo sterminio significa rendere la violenza una routine accettabile. E questo è un pericolo enorme.
Con questa email, vi chiedo formalmente:
- di sospendere immediatamente ogni ulteriore operazione di abbattimento;
- di rendere pubblici i criteri e le motivazioni che hanno portato a tale decisione;
- di aprire un tavolo di confronto con esperti in etologia, ambientalisti, associazioni animaliste e cittadini per discutere alternative non violente e rispettose del diritto alla vita di tutti gli esseri.
Rispettare gli animali non è un atto di sentimentalismo, ma di giustizia. Ogni cinghiale ucciso è una sconfitta per la civiltà.
Con profonda fermezza,
[Nome e Cognome]












