Cosa si nasconde in un bicchiere di latte

BUGIE DA SFATARE SU QUESTO ALIMENTO

Cosa si nasconde in un bicchiere di latte? Nell’immaginario collettivo il latte appare come l’alimento perfetto che riporta la memoria ancestrale di ciascuno al calore della mamma e al nostro primo cibo.

Sono molte le bugie da sfatare su questo alimento che, escludendo quello delle nostre madri naturali, non ci appartiene e non è affatto innocente come vorrebbe sembrare. 

Il latte è in effetti l’unico alimento in natura che riesce a contenere tutti i nutrienti. Ma ogni cucciolo ha bisogno del latte della PROPRIA SPECIE per un tempo limitato, fino allo svezzamento.

Tabella dei contenuti

SIAMO L’UNICA SPECIE A BERE LATTE DOPO LO SVEZZAMENTO

Nella nostra organizzazione sociale tutto deve apparire “buono, ben fatto, familiare, tradizionale”. Appare “buono” anche il fatto che siamo l’unica specie a bere latte dopo lo svezzamento e anche la cattiveria, che prevede la morte dei cuccioli nati apposta per rubar loro il latte, rientra in questa “normalità”! 

Queste atrocità del separare i cuccioli dalle madri e poco dopo mandarli al macello devono apparire minimizzate, sembrare gesti “normali” e “naturali”, la “normalità della brava gente che da sempre ha fatto così”.

Cosa si nasconde dietro il latte

La “brava gente” in questione coincide con il bravo consumatore e quest’ultimo non si fa delle domande sulle pubblicità ingannevoli, se le beve così bianche e senza macchia, edulcorate come appaiono in TV.

Grazie al condizionamento si fa molta confusione; basta nominare il latte per rievocare subito immagini di bambini paffuti e in salute, famiglie felici attorno alla colazione, fiumi bianchi a profusione di puro candore.

IL LATTE NON È NATURALE

Per i neonati che lo prendono dalle mamme della loro specie il latte è naturale certamente, per gli adulti, per giunta di altre specie, assolutamente non lo è!

L’amara verità è che il nostro rapporto con il latte è fondato sullo spargimento di sangue di altre specie e su tanti falsi miti.

Bere latte  non è affatto naturale, necessario o normale, e può portare parecchi problemi di salute. Mentre tutti i bambini nascono con la lattasi, un enzima che si trova nella flora intestinale e che permette loro di digerirlo, per gli adulti la situazione cambia, in quanto questo enzima smette di essere prodotto subito dopo lo svezzamento.

Bere latte di altre specie è quindi l’eccezione, non la regola. Più che “naturale”, il nostro gusto per il latte è “culturale”. Ciò è dimostrato dalle svariate etichette di latte ad alta digeribilità e da tutti i prodotti derivati privi di lattosio che invadono gli scaffali dei nostri supermercati.¹

Ma soprattutto, il latte non è fatto per noi!

Ricordo sempre questa frase del Dr. Milton Mills:

“Non dovresti bere latte vaccino per la stessa ragione per cui, se avessi bisogno di una trasfusione, non ti darei mai del sangue bovino. Non è fatto per gli esseri umani!”

Dr. Milton Mills

Il 70% della popolazione mondiale è intollerante al lattosio,¹¹ gli adulti che possono digerire il latte sono una minoranza, grazie a una mutazione genetica avvenuta in alcune popolazioni settemila anni fa.
Il fatto che la maggior parte degli esseri umani reagisca con dolorosi sintomi gastrointestinali al consumo di prodotti caseari, dimostra che l’organismo umano non è fatto per il consumo di latte e latticini.

IL LATTE NON È ESSENZIALE PER ASSUMERE CALCIO

Il latte NON è essenziale per assumere calcio, anzi i prodotti caseari distruggono le ossa.

I Paesi del mondo in cui si beve più latte hanno statisticamente PIÙ osteoporosi e fratture del bacino. Di pari passo con l’aumento del consumo di latte/latticini e di calcio aumentano anche i fattori di rischio per l’osteoporosi e le fratture ossee. In sintesi: più latte e latticini si assumono, più si hanno perdite ossee.¹

Ci sono eccellenti fonti vegetali di calcio che non provocano acidosi metabolica; anzi, sono alcalinizzanti e aiutano la salute delle ossa. I broccoli, il cavolo, gli altri ortaggi a foglia verde, i semi di sesamo, il tahini, il tofu con aggiunta di calcio e i latti vegetali e succhi di frutta fortificati hanno quantità adeguate di calcio che soddisfano il fabbisogno giornaliero.

Il fattore in assoluto più importante per la salute delle ossa è il movimento. Per aumentare e mantenere la densità ossea, è necessario porre sotto tensione le ossa regolarmente.

Anche la vitamina D ha un importante ruolo nella salute delle ossa. Indipendentemente dalla quantità di calcio che si consuma, per assorbirlo serve la vitamina D. Oltre il 90% della popolazione mondiale ha livelli di vitamina D insufficienti o carenti.

LA CASEINA E I PRODOTTI CASEARI

La caseina, la principale proteina del latte, provoca dipendenza psicologica ed è un potente promotore del cancro.¹³ ¹⁴

I prodotti caseari sono sostanze simil-oppiacee che producono euforia e fanno sentire il bisogno di ingerire altro latte/formaggi.

I prodotti lattiero-caseari contengono ormoni, allergeni, lattosio, grassi saturi, colesterolo e pesticidi: tutte sostanze che possono causare nel tempo seri problemi di salute.

Producono alti livelli di grassi saturi e colesterolo, note cause di aterosclerosi e cardiopatia arteriosclerotica (ASHD).

Vi sono su questo studi scientifici ampiamente dimostrati. Ma, nel mondo del profitto, per ogni studio che raccomanda il consumo di latte e derivati, ce n’è almeno un altro che collega il consumo di latticini a problemi di salute di varia natura.

Tutto ciò è possibile a causa di condizionamenti, interessi economici e faziosità: gli studi finanziati da un certo settore tendono a fornire risultati a favore dei propri interessi.

L’economia, per proteggere il proprio interesse, tende ad attaccare la scienza e lo fa con l’aiuto della pubblicità e del marketing, spesso rivolti alle famiglie con bambini e agli studenti. La pubblicità è sempre stata centrale nella strategia dei produttori lattiero-caseari.

“Ragazzi: bevete latte, meglio se al cioccolato, mangiate merendine al latte, divorate biscotti farciti di crema al latte, mangiate parmigiano!”

Come se il latte garantisse la “bontà” a fronte di qualsiasi schifezza. E così si dimenticano di zuccheri, conservanti, coloranti e malattie collegate, come obesità, intolleranze e allergie.

Ogni qualvolta si registra una diminuzione del consumo di latte a livello mondiale, viene immediatamente finanziata una ricerca che ne attesti nuovi “benefici” nonsense e subito viene distribuito latte nelle scuole!

È stato pubblicato un po’ di tempo fa l’articolo a proposito del consumo di latte: AOP Latte Italia: “Latte e formaggio ci proteggono dai tumori”.

Secondo la ricerca pubblicata sulla rivista The American Journal of Clinical Nutrition, “Il consumo di prodotti lattiero-caseari potrebbe aiutare a ridurre il rischio di tumori e di malattie cardiovascolari”

Per quanto riguarda il periodico The American Journal of Clinical Nutrition, la nutrizionista e accademica statunitense Marion Nestle denunció già 6 anni fa i conflitti d’interesse nelle società della nutrizione:

"Sono membro dell'American Society for Nutrition (ASN), l'organizzazione che pubblica l'American Journal of Clinical Nutrition (AJCN) e il Journal of Nutrition.Sono sempre più preoccupato per l'influenza delle aziende alimentari su ASN."

Marion Nestle

Le aziende alimentari finanziano sessioni agli incontri annuali ASN. L’elenco delle aziende alimentari presso le quali si consultano o consigliano è troppo lungo per essere riprodotto, ma include:

  • Coca-Cola
  • PepsiCo
  • The SugarAssociation
  • The National Restaurant Association
  • ConAgra
  • McDonald’s
  • Kellogg
  • Mars e molti altri.

Ciò solleva domande scomode: in che modo questo comitato editoriale tratta i documenti che suggeriscono danni alla salute derivanti dal consumo di prodotti di queste aziende? In che modo gestisce i documenti sponsorizzati che suggeriscono i vantaggi dei prodotti?

In Italia la ricerca è stata presentata all’Agro-Food Lab in un convegno organizzato dalla cooperativa AOP Latte Italia. Cos’è AOP ITALIA:  AOP Agriform è nata su input dell’omonima associata commerciale Agriform, società cooperativa agricola che ha promosso l’aggregazione con due organizzazioni di produttori venete: Lattebusche di Belluno e Latterie Vicentine di Vicenza e un’organizzazione emiliano romagnola (Santa Vittoria di Piacenza), tutte produttrici di formaggi a denominazione di origine protetta (Dop) con particolare riferimento al Grana Padano.

Coinvolge oltre 800 allevatori con in media circa 50 capi per stalla e assomma un fatturato annuo di circa 250 milioni di euro. AOP Italia Zootecnica rappresenta le principali organizzazioni di produttori a livello nazionale: 5 OP venete, e precisamente:

  • Azove di Padova
  • Scaligera di Verona
  • Vitello di marca tricolore di Treviso
  • Vitellone di marca tricolore di Treviso
  • OP Unicarve di Padova

A queste si aggiungono, in veste di soci sovventori, 4 associazioni di produttori: 

  • Asprocarne Piemonte
  • Bovinmarche
  • Consorzio Carni Sicilia
  • Unicarve.

AOP Italia Zootecnica rappresenta 1632 allevatori associati con una produzione annua di 544.368 bovini per un valore di oltre 870 milioni di euro.
Per la serie: ”Oste com’è il vino?…” ¹⁰

Parliamo ora del lattosio. Esso è uno zucchero contenuto nel latte che viene scisso nell’organismo ottenendo un altro zucchero, il galattosio.    

A sua volta, il galattosio viene ulteriormente catabolizzato da enzimi.

Secondo uno Studio del dr. Daniel Cramer e collaboratori a Harvard, quando il consumo di latticini eccede quantitativamente la possibilità enzimatica di catabolizzare il galattosio, questo può accumularsi nel sangue e può danneggiare le ovaie femminili.

Alcune donne possiedono livelli di questi enzimi particolarmente bassi e il consumo regolare di derivati del latte può triplicare in loro il rischio di sviluppare cancro ovarico.² ¹²

Anche i tumori della mammella e della prostata sono stati messi in relazione con il consumo di derivati del latte, correlazione presumibilmente riferibile, almeno in parte, ad aumentati livelli plasmatici di un composto denominato Insulin-like Growth Factor (IGF-I).

Questo fattore, isolato nel latte vaccino, è stato ritrovato a livelli plasmatici elevati nei soggetti che consumino regolarmente latticini .

Altri principi nutritivi che aumenterebbero i livelli di IGF-I sono presenti nel latte vaccino.

Uno studio recente mostra come soggetti maschili che presentino elevati livelli di IGF-I avrebbero un rischio quattro volte maggiore di sviluppare cancro prostatico, quando confrontati con i soggetti nei quali i livelli di questo fattore sono bassi.

Un nuovo studio realizzato dal National Cancer Institute, dal National Institute of Health e dal World Cancer Research Fund condotto su 52.795 donne dimostra che:

  • consumare 1/3 di tazza di latte bovino al giorno aumenta del 30% la possibilità di sviluppare il cancro al seno;
  • consumare 1 tazza di latte bovino al giorno aumenta del 50% le probabilità di sviluppare il cancro al seno;
  • consumare 2-3 tazze di latte bovino al giorno aumenta dell”80% le probabilità di sviluppare il cancro al seno.
  • Consumare latte di soia riduce del 32% le probabilità di sviluppare il cancro al seno³

Consumare 1/3 di tazza di latte bovino al giorno aumenta del:

+ 0 %
la possibilità di sviluppare il cancro al seno

Consumare 1  tazza di latte bovino al giorno aumenta del:

+ 0 %
la possibilità di sviluppare il cancro al seno

Consumare 2-3 di tazza di latte bovino al giorno aumenta del:

+ 0 %
la possibilità di sviluppare il cancro al seno

In base allo studio, chi consuma il latte di soia riduce del:

- 0 %
la possibilità di sviluppare il cancro al seno

Il professor Berrino mette in guardia:

“Quello che è molto chiaro è che chi beve latte e mangia formaggi si ammala di più di cancro alla prostata." "La mia personale raccomandazione è di andare piano con i latticini, perchè i latticini non servono a niente". E i malati di tumore che hanno alti livelli nel sangue di fattori di crescita, come IGF1, che è stimolato dal consumo di latte, hanno una prognosi peggiore”.

Dr. Franco Berrino

Inoltre “I latticini contribuiscono significativamente ad elevare il contenuto di colesterolo e grassi nella dieta – è spiegato sul sito della SSNV – e le diete ad elevato contenuto di grassi, soprattutto grassi saturi, possono aumentare il rischio di parecchie malattie croniche, comprese le malattie cardiovascolari”.

Infine, “studi epidemiologici in diversi Paesi dimostrano la presenza di una forte correlazione tra l’uso di latticini e l’incidenza di diabete insulino-dipendente“.

LE MUCCHE FELICI

Le mucche non sono felici di produrre latte per l’uomo, né sono nate per farlo . Lo fanno perché sono obbligate: vengono ingravidate artificialmente e poi vengono loro sottratti i vitelli alla nascita.

Le mucche sono animali sociali con un’intelligenza complessa, in grado di riconoscersi e di soffrire, sia fisicamente sia psicologicamente. Nelle stalle in cui i bovini sono costretti a vivere, i vitellini vengono strappati alle madri poco dopo la nascita, le ventose vengono collegate alle mammelle delle mucche per aspirare il latte che dalla natura sarebbe stato destinato ai cuccioli. Non ne rimane niente per loro.

Vivendo così possono essere felici?

Quelli che fanno credere di essere eco-buoni e parlano di “benessere animale” hanno in mente solo il loro di “benessere” e un adeguato tornaconto in termini di profitto.

Le razze di mucche da latte producono anche 60 litri al giorno, hanno mammelle enormi selezionate per essere adatte alle mungitrici, mangiano pastoni iperproteici, vengono stimolate con ossitocina, devono spesso integrare con calcio per evitare il collasso puerperale. 

Non vi è più nulla di naturale in questo processo. Nella maggior parte degli  allevamenti non vi sono spazi adeguati per tenere un vitello con la madre, non vi è organizzazione stalla che lo permetta. Queste “macchine da latte” non sono viste come madri, non sono trattate come esseri viventi.
E neanche i loro piccoli che dopo pochi mesi di non vita sono destinati ad affrontare la macellazione, lo scuoiamento, lo squartamento e lo smembramento! 

Spesso le mucche che crollano a causa dello sfruttamento sono incinte e vengono uccise con tutto il cucciolo. Nei piccoli allevamenti, allo stato brado, è leggermente diverso, ma la fine è identica poiché sempre si tratta di vitelli da carne.

Esistono razze diverse create con muscolatura possente dove si parla di tagli di prima scelta (vedi doppi glutei).

Quando i vitellini vengono lasciati vicini alle madri , spesso hanno un “nose ring”, o “anello antisucchio”, un anello creato apposta per impedire al vitello di bere il latte, questa vicinanza viene attuata solo per favorire una maggiore  produzione di latte nella madre: una vera e propria tortura per entrambi.

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Anello antisucchio per vitelli
Riproduci video su Anello antisucchio per vitelli

Nella realtà degli allevamenti le vacche non hanno alcuna difesa legale e l’industria è autorizzata a decidere che cosa sia considerato una pratica lecita. Le varie aziende hanno imparato a nascondersi dietro a certificati e spennellate di “verde bio” sulle confezioni, alzano lo scudo del biologico o del Km 0, ma per una mucca sfinita dopo 4 anni di gravidanze continue, o per un manzo e un vitello, non c’è grande differenza riguardo al dove vengono mandati al macello.

Per non parlare del lugubre interminabile tragitto che in molti casi questi animali sono costretti ad affrontare in condizioni assurde, caricati su camion e navi come se fossero oggetti.

Per quanto riguarda l’impatto ambientale, il formaggio, come la carne, è una delle maggiori fonti di gas serra.

Mangiare solo alimenti a km 0 non basta! Sarebbe più ecologico astenersi del tutto dal consumo di prodotti animali.

LE BUFALE "DA MOZZARELLA"

Non bisogna lasciarsi ingannare dall’immaginario collettivo e dai ricordi legati al latte. Nel corso di questi ultimi anni, facendo attivismo, ho raccolto varie testimonianze come questa di una ragazza di Salerno della zona della piana del Sele, dove vengono allevate le bufale, e fin da piccoli tutti mangiano con gusto la mozzarella di bufala, considerata una vera specialità del territorio.

Non si era mai sentito parlare dei bufali maschi… “Beh, dove saranno? ” si chiedeva la ragazza.
Finché, un giorno scoprì l’orrore, che da quel momento le impedì anche solo di guardare quelle mozzarelle.

La carne di bufalo maschio non era stata, fino ad allora mai introdotta nel mercato, in quanto i bufaletti appena nati venivano caricati su una ruspa ed annegati al fiume.

C’era chi scavava fosse, come trincee, e ve li gettava dentro fino a che la fame, la sete, il sole forte sulla piana, li uccideva.

La ragazza mi disse: “Non scorderò mai un bufaletto giovane, che si era riparato dal caldo in un rudere, ad aspettare la morte, perché a loro non viene dato né da mangiare né da bere, tristemente rassegnato.

Ora, questi criminali stanno provando a mettere sul mercato la carne di bufaletto maschio, per non perdere introiti.

Ogni tanto penso a quel bufalino catturato per morire al fiume, e la mamma che, dal recinto, lo inseguiva e muggiva disperata.”

In una seconda testimonianza una persona mi parlò di un grande allevamento di bufale “da mozzarella”.
Come se fosse la cosa più normale e naturale al mondo, le venne raccontato che i bufalini venivano soffocati con la paglia. In questa pratica, la loro gola viene riempita di paglia e li lasciano lì… poi ripassano a vedere quanto tempo ci mettono a morire soffocati e hanno pure fretta!

Molte delle mie ricerche riportano a così tante crudeltà da convincermi che non può trattarsi di casi isolati.

“Ma dai, però la mozzarella di bufala è un’eccellenza italiana…ti pare che non te la mangi?”.
“Ma su, che violenza ci sarà mai dietro una mozzarella di bufala…è un peccato non mangiarla!”

Ebbene, parliamone.
Il vitello di bufala viene allontanato dalla madre subito appena nasce, così che il latte possa essere preso e venduto.

L’India e il Pakistan producono l’80% del latte di bufala del mondo intero: qui vengono allevate 120 milioni di bufale e i vitelli vengono uccisi poco dopo la nascita senza pietà e senza regole!!

Ma non illudetevi, anche in Italia la situazione non cambia: vitelli caricati a calci nella pala di un trattore, colpiti con pesanti mazze, annegati nelle pozze di conferimento dei liquami, lasciati morire di fame e sete nel fango, sotto gli occhi delle loro stesse madri. Questa è la drammatica fine dei cuccioli maschi delle bufale da latte, tutta documentata anche da grandi associazioni animaliste come la LAV, ESSERE ANIMALI, ANIMAL EQUALITY.

Insomma, dicevamo, questi cuccioli non sanno neppure cosa succede. Vengono al mondo e già sono carne da macello. Vengono al mondo e già la loro vita, appena pochi attimi, è strappata loro tra sofferenze tali che un cucciolo di qualsiasi specie non dovrebbe neanche immaginare. Senza il calore della mamma, senza nutrimento, persi, soli, sotto le grinfie di aguzzini senza scrupoli. Tutta questa atrocità non giustifica il più piacevole dei pasti!

L’INDUSTRIA LATTIERO-CASEARIA NON È SOSTENIBILE

L’industria lattiero-casearia è un’azienda e una lobby come tutte le altre, ma non è sostenibile.

L’impatto ambientale degli allevamenti, siano essi destinati alla produzione di formaggi o di carne, è devastante.

Parliamo tanto di riscaldamento climatico, tutti temono e si lamentano degli eventi catastrofici, eppure un modo per fare la differenza ci sarebbe: partendo dalle proprie scelte quotidiane, come smettere di mangiare carne e derivati animali!

Il 74% delle emissioni mondiali è causato dai bovini. Questo è principalmente dovuto all’abbondanza di mucche da latte, ma anche dalla grande quantità di metano e protossido di azoto emessi da tutti gli allevamenti sia intensivi che estensivi.

Nell’era dell’informazione, l’ignoranza è una scelta! A difendere certe pratiche da retrogradi accorrono subito in tanti a dirne di tutti i colori: i dottori che si prodigano sull’inesistente salubrità di un alimento, gli allevatori che si sbracciano sul benessere animale, i pubblicitari che mostrano immagini bucoliche al limite di Fantasilandia, quelli che dicono che la mucca “se non la mungi soffre”, quelli che immaginano che le mucche esplodano come bombe ad orologeria se non le si munge!

E alcuni credono perfino che la mucca faccia il latte anche senza partorire! In tanti con i quali ho avuto modo di discutere si auto-convincono che sia perfino possibile ottenere del latte e dei derivati etici che rispettino gli animali senza condannarli a morte, ma questo non è possibile!

Gli aguzzini, quelli che sullo sfruttamento a morte degli animali ci lucrano, costruiscono un iniquo guadagno su queste e tante altre bugie vergognose!

SIAMO L’UNICA SPECIE A RUBARE IL LATTE DI ALTRE SPECIE

I bovini sono animali grandi e sensibili, è stato scoperto che sono in grado di riconoscersi e di stabilire relazioni tra loro, mentre noi umani dimostriamo tanta viltà, essendo l’unica specie a rubare il latte di altre specie.

Provate a immaginare che sofferenza per un cucciolo essere strappato alla madre per essere chiuso da solo in uno stretto box, nutrito a latte annacquato per pochi mesi, finché non viene condotto a morte in modo orribile.

Tutto per un cappuccino, un dolce o un formaggio, dei quali troviamo buonissimi sostituti vegetali!

È IMPOSSIBILE VIVERE SENZA FORMAGGI?

In molti ritengono che sia impossibile vivere senza formaggi.

Ma c’è una riflessione da fare… La mozzarella piaceva molto anche a tutti coloro che, come me, l’hanno lasciata per motivi etici.

Dopo aver capito come la ottengono, non si può pensare che quei 10 o 15 minuti di gusto piacevole superino ciò che hai visto in termini di dolore, morte, sfruttamento. In caso contrario, devi avere come minimo qualche problemino di insensibilità alla sofferenza.

Spesso chi è vegan per motivi etici viene tacciato di “estremismo”, ma è la visione basata sul dominio a essere il vero “estremismo”, cioè la mancanza totale di empatia, il cinismo e il dominio nel modo di pensare diffuso tra la specie umana. Inoltre il desiderio umano di cibi grassi e dal sapore intenso è un retaggio ancestrale e vi si cede pur non vivendo più in un ambiente selvaggio e ostile come i nostri antenati.

Carestia e miseria, almeno per noi, non sono più una minaccia reale. È possibile mangiare anche con il cervello, oltre che con la bocca, e ricordarsi che le consuetudini, le tradizioni retrograde come pure le dipendenze, non sono un valore imprescindibile e si può imparare a farne a meno.

SMETTERE DI BASARE IL SOSTENTAMENTO UMANO SUL SACRIFICIO ANIMALE

Chi tiene davvero all’ambiente e a un’evoluzione sana dell’umanità, senza altre zoonosi, pandemie, antibiotico resistenza, inquinamento e crisi climatica, sa che ora è possibile smettere di basare il sostentamento umano sul sacrificio animale.

Possiamo riassumere così: mangiare carne e consumare latte è assolutamente iniquo, crudele e cinico, la sua produzione è devastante per l’ambiente poiché contribuisce notevolmente al cambiamento climatico, causa innumerevoli problemi alla nostra salute e crea dipendenza.

Anna Cento
Anna Cento

Il mio obiettivo nell’essere vegan è arrivare ad un mondo più EVOLUTO che SMETTA di avvalersi del contributo animale per il suo sostentamento. 

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