Curcuma, preziosa alleata

La curcuma è una pianta appartenente alla famiglia delle Zingiberacee, dal cui rizoma (radice), essiccato e macinato, si ricava una polvere dal caratteristico colore giallo-arancio, ricca di proprietà curative, note da millenni nella medicina indiana ayurvedica.

La polvere di curcuma viene utilizzata per la preparazione di bevande, prodotti da forno, biscotti, piatti di vario genere e salse. Viene contrassegnata in etichetta, secondo la codifica europea degli additivi alimentari, dalla sigla E100.
La curcumina è il principale principio attivo contenuto nella curcuma: migliaia di ricerche scientifiche attestano i suoi molteplici effetti positivi: proprietà antinfiammatorie, antiossidanti, depurative ed antitumorali.

Come aumentare il potenziale benefico della curcuma

La curcuma non è solubile in acqua, bensì è liposolubile, cioè solubile nei grassi. Questo significa che per renderla biodisponibile e consentire ai suoi componenti di essere assorbiti dal nostro intestino, bisogna associarne l’assunzione ad alimenti ricchi di grassi, ovviamente vegetali

E allora, vi chiederete, quali sono questi alimenti che possono aumentare il potenziale benefico della curcuma?

Non essendo noi esperti di nutrizione, abbiamo chiesto alla Dott.ssa Sabina BietoliniPhD, biologa nutrizionista, cofondatrice e presidente della Società Scientifica di Nutrizione Vegetale (Sonve) – maggiori informazioni su come beneficiare in modo ottimale dei principi attivi della curcuma.

A fronte di incredibili azioni benefiche della curcumina nella curcuma, ci si scontra con il problema della sua bassa biodisponibilità, ovvero la assorbiamo molto poco. In europa, non siamo abituati al consumo intensivo di curcuma e curry come, ad esempio nei paesi indiani, dove la curcuma nelle pietanze è onnipresente fin dalla tenera età, quindi l’organismo, giorno dopo giorno, quasi come un approccio low dose, usufruisce dell’efficacia preventiva e terapeutica della curcuma.

Per noi si tratta invece di un consumo voluttuario e casuale, quindi per sfruttare al massimo i benefici della curcumina, occorre ricordarsi semplici strategie: i grassi ed il pepe sono attualmente i metodi più gettonati per migliorare la capacità del nostro corpo di assorbire la curcuma. Un esempio molto noto è il golden milk, ovvero un mix dì curcuma e latte (nel nostro caso ovviamente bevanda di mandorla oppure di cocco) nel quale il grasso del latte funge da veicolo all’assorbimento per la curcumina. Un altro esempio pratico è una sfiziosa “cacio e pepe”, ove il cacio sia un formaggio vegetale ottenuto da frutta a guscio, stagionato. La combinazione di curcuma in polvere, pepe fresco appena grattato e il grasso del formaggio vegetale, sono la triade perfetta per potenziare l’assorbimento della “spezia d’oro”.

Sono di certo possibili molte pietanze nelle quali la triade sia riproducibile, attraverso la guida della vostra creatività in cucina. Anche negli integratori viene abbinata la curcuma con il pepe nero, ma potendo essere quest’ultimo gastrolesivo, è stata avviata una serie di metodiche, persino brevettate, che inglobano la curcuma in micro goccioline di grasso vegetale per favorirne l’assorbimento”.

Dott.ssa Sabina Bietolini – PhD, biologa nutrizionista

Ringraziamo la Dott.ssa Sabina Bietolini per averci dato queste preziose informazioni!

Dott.ssa Sabina Bietolini - PhD, biologa nutrizionista

Dott.ssa Sabina Bietolini - PhD, biologa nutrizionista

Recuperare il nostro posto nella catena alimentare, nutrendoci come natura ha previsto per il nostro assetto anatomo-fisiologico, significa fare prevenzione.

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