Freya, la dea dell’amore condannata ingiustamente.

I norvegesi hanno ucciso Freya, la giovane femmina di tricheco, soprannominata così in onore della dea nordica della bellezza e dell’amore. 

Un nome simpatico, dato che Freya è stata fotografata in tutta la sua mole vivace di 600 kg (1.300 libbre) distesa in molte pose suggestive nell’Oslofjord in cui viveva.  

Ormai famosa nel mondo per essersi permessa di avvicinarsi agli umani, aveva fatto colpo nella capitale norvegese da metà luglio 2022, attirando l’attenzione in quella che alcuni resoconti dei media hanno descritto come la sua “Estate calda da ragazza”. 

Freya era da tempo lungo la costa vicino a Oslo.  

I giornalisti hanno scritto di lei, definendola: “L’impavido tricheco”.

La sua presenza non è stata del tutto priva di problemi poiché, tra l’altro, ha preso il sole sulle barche nel porto, infastidendo i ricchi proprietari che ancora oggi scrivono commenti crudeli di soddisfazione per la sua eliminazione. 

Verdens Gang, un tabloid norvegese, aveva allestito addirittura una telecamera dal vivo 24 ore su 24 per filmare le sue imprese. 

A marzo ha visitato Smögen, dove ha trascorso alcuni giorni prendendo il sole su un molo per moto d’acqua.  Ad aprile è stata vista anche a Strömstad. Si dice anche che abbia inseguito un bagnante a Kadettangen, nella norvegese Bærum.

Amava viaggiare Freya, ed è stata precedentemente osservata in diversi paesi europei, come la Svezia.  In un’occasione, è stata vista riposare perfino su un sottomarino ormeggiato nei Paesi Bassi.

La responsabilità umana e la condanna 

  “Nonostante i ripetuti appelli, il pubblico non ha seguito le raccomandazioni di mantenere le distanze dai trichechi e in diverse occasioni si sono verificate situazioni pericolose”, scrive la direzione norvegese della pesca sul suo sito web.

Le persone andavano in cerca di lei per un selfie e qualcuno ipotizzava di farci un bagno insieme con la famiglia, purtroppo questa motivazione è stata posta tra i primi capi d’accusa e ha decretato la sua condanna a morte!

 Le autorità norvegesi hanno esortato il pubblico a lasciare in pace il tricheco. Credevano che i visitatori potessero provocare situazioni di fuga in cui Freya avrebbe danneggiato se stessa o le persone che le si avvicinavano troppo, il che a sua volta avrebbe portato le persone a chiedere l’eutanasia.

Dopo questo sommario “processo alle intenzioni“, arriva l’agghiacciante applicazione di una cinica sentenza: nella giornata di domenica 13 agosto 2022 Freya è stata SOPPRESSA!

 “Domenica mattina presto, la direzione norvegese della pesca ha effettuato un’operazione controllata in cui il tricheco Freya è stato soppresso”, scrive il quotidiano VG. (Rebecca Adin) 12:13 – 14 agosto 2022

Secondo l’autorità, l’uccisione “È stata effettuata in modo responsabile del benessere degli animali.”

 “Personale ben addestrato ha svolto l’operazione secondo le attuali routine per l’uccisione dei mammiferi marini. L’azione è proseguita senza drammi” ha affermato il direttore della pesca Frank Bakke-Jensen. 

 “La decisione è stata presa dopo una valutazione collettiva” in cui i colletti sbiancati hanno concluso che “la vita e la salute delle persone potevano essere in pericolo”, secondo le affermazioni del direttore della pesca Frank Bakke-Jensen sul sito web della direzione della pesca.

Anche il primo ministro norvegese, Jonas Gahr Støre, il giorno dopo l’uccisione, ha affermato che era “giusto” abbattere Freya, insistendo sul fatto che fosse inevitabile.

“Appoggio la decisione di sopprimere Freya”, ha detto all’emittente pubblica NRK. “È stata la decisione giusta. Non mi sorprende che questo abbia suscitato molte reazioni internazionali. A volte dobbiamo prendere decisioni impopolari”.

Le reazioni 

La decisione di sopprimere Freya ha causato un contraccolpo immediato sui social media, con molte persone che da tutto il mondo hanno denunciato la decisione come una vergogna nazionale. In molti hanno sollevato domande sul motivo per cui le autorità non hanno tentato di spostare il tricheco in un’area più sicura.

Bakke-Jensen ha affermato che lo spostamento del mammifero marino è stato attentamente considerato con l’aiuto degli esperti dell’Istituto norvegese di ricerca marina. 

“Considerato”, forse, ma non “Condiviso”: chi ha detto che Freya fosse di loro proprietà? Loro che non sono neanche nell’UE!! Freya viaggiava ovunque! Se avessero annunciato l’intenzione di terminarla, forse gli olandesi, o qualche altro paese europeo, l’avrebbero salvata. 

Le autorità norvegesi, invece, finito il divertimento e i filmini, hanno concluso che la complessità dell’operazione di un eventuale trasferimento decretava quest’ultima come “un’opzione non praticabile”.

Ha aggiunto che c’erano “diversi problemi di benessere degli animali associati a un possibile trasferimento”. 

Non sono state dettagliate in nessun modo queste preoccupazioni.

Con il riscaldamento globale, gli ambientalisti si preoccupano che lo scioglimento del ghiaccio marino spinga più spesso i trichechi a riposare sulla terraferma e li porti più lontano dai loro tradizionali habitat di pesca. Che faranno? Li uccideranno tutti in modo preventivo come hanno fatto con Freya? Così come hanno fatto e intendono fare con i cinghiali che per sbaglio si addentrano nelle città italiane, come minacciano di fare con centinaia di maiali sani presenti nelle zone rosse per la PSA, come con gli orsi che proliferano troppo in Slovenia, con i lupi in Svezia, con i 3935 daini in Emilia Romagna, le nutrie, i gabbiani, le cornacchie, gli scoiattoli grigi, i piccioni… e tutte le creature sventurate che si avvicinano  troppo agli esseri dis-umani?

In seguito all’ignobile ed incompetente atteggiamento delle autorità norvegesi che ha portato alla inutile soppressione di un esemplare perfettamente sano di tricheco, ignorando non solo i più elementari diritti degli animali, ma anche i sentimenti di milioni di cittadini in tutto il mondo, la conseguenza meritata sarebbe boicottare tutto ciò che proviene da aziende alimentari o marchi che trattino prodotti ittici freschi, surgelati o affumicati provenienti dalla Norvegia e adoperarsi affinché questo esempio venga seguito dal maggior numero possibile di persone. 

La Norvegia vive essenzialmente di attività estrattive di petrolio, minerarie e di pesca. 

Sarebbe giusto aspettarsi che i salmoni e gli altri surgelati ittici norvegesi rimangano a marcire sui banchi dei supermercati per anni in tutta l’UE (di cui la Norvegia non è più parte).

Attendiamo inoltre con ansia la notizia delle dimissioni di Frank Bakke-Jensen.

Concludo con la poetica memoria per Freya condivisa sui social media dal comandante della più nota associazione animalista per la protezione della fauna marina, Sea Shepherd.

L’ASSASSINIO DI FREYA

Di Paul Watson

(Sea Shepherd)

“Freya ha commesso l’errore di fidarsi dell’umanità,

Lei non aveva idea della nostra follia collettiva,

Lei era una creatura curiosa

giocosa e priva di animosità.

Amata in Scozia e in Norvegia

È venuta a divertirsi e a giocare.

È venuta a condividere i misteri del mare.

Uno spirito bello sia gentile che libero.

Come avrebbe potuto anticipare l’odio,

o immaginare il suo destino imminente?

Si fidava di noi, non mostrava paura.

Ma i burocrati volevano che scomparisse.

Non si possono avere figli che vedano la gioia negli occhi di un tricheco,

non possono vedere balene e foche e chiedersi perché?

Si proteggono i bambini dalla verità della natura,

per impedire alla gentilezza e al rispetto di corrompere la loro gioventù.

Freya è stata assassinata per aver cercato l’armonia,

da funzionari pubblici con un interesse personale alla disarmonia.

Uomini di governo in guerra con l’ecologia,

schiavizzati dall’idea della teologia antropocentrica.

Cercano di tenere nascoste creature come Freya,

motivati dal profitto, dagli interessi acquisiti e dal dispetto.

È tutta questione di potere, mitologia e controllo,

negando che le altre specie abbiano un cuore e un’anima.

La petizione

Chiediamo sia fatta giustizia per questo crimine. Firma la petizione!

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2 commenti su “Freya, la dea dell’amore condannata ingiustamente.”

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