I bambini rispettano e amano tutti gli animali

I bambini rispettano e amano tutti gli animali senza pregiudizi e senza pensare che siano inferiori agli esseri umani.

Nessun bambino accetterebbe di mangiare la carne della gallina, dell’agnellino o del maialino con cui ha giocato poco prima.

I bambini amano tutti gli animali e, anche quando non sono abituati ad avere a che fare con loro o ne hanno paura, sanno che sono degli individui degni di rispetto, che non devono essere torturati o uccisi.

Questo modo di pensare, il più delle volte, viene modificato dagli adulti, in modo tale che i bambini rispettino le tradizioni culturali del luogo in cui vivono e quindi pensino che gli animali siano esseri inferiori, che devono essere sfruttati dagli uomini.

Nell’immagine in evidenza, possiamo vedere come i pensieri dei bambini siano modellati dalla società.

Svezzamento e onestà intellettuale

Spesso, i genitori vegani che decidono di crescere i propri figli nel pieno rispetto della natura e degli animali, abituandoli fin da piccoli ad un’alimentazione 100% vegetale, vengono accusati di far loro del male e di negar loro la possibilità di scegliere cosa mangiare.

“Ti sembra giusto imporre un’alimentazione priva di carne a tuo figlio? La carne è necessaria, lo stai privando di un nutrimento fondamentale!”, sono solo alcune delle accuse che arrivano dai familiari, dagli amici, ma anche dal vicino di casa che si sente in diritto di esprimere la propria opinione su come nutrite vostro figlio.

Non sarebbe forse corretto che chi lancia tali accuse avesse l’onestà intellettuale di riconoscere che uno svezzamento basato su omogenizzati di carne, di pesce e di formaggino e uova nella minestrina, non sono di certo i bambini a chiederlo, ma viene loro imposto? Quindi, se non è corretto imporre un’alimentazione 100% vegetale, con lo stesso ragionamento non è neanche corretto imporre un’alimentazione a base di carne, pesce e derivati animali.

Bambini ingannati, bambini traditi, bambini ai quali viene nascosta la verità e che non vengono a conoscenza di ciò che i loro amati animali subiscono.

Bambini il cui amore e desiderio di vedere gli animali viene utilizzato allo scopo di perpetrare pratiche terribili: essi inorridirebbero, se vedessero che cosa succede davvero negli allevamenti, nei mattatoi, negli zoo, nei circhi o nei delfinari.

Il bambino, anziché essere davvero protetto o accontentato nei suoi desideri più puri, in realtà viene sempre usato, manipolato e oltraggiato nel suo diritto a conoscere la verità sulla realtà che lo circonda.

Dissociazione cognitiva

Per riuscire a mangiare la carne (ignorando l’omicidio necessario a ottenerla), i piccoli devono scindere il gioco dal loro pasto, imparando a separare l’affettività dalla realtà.

In questo modo, si può amare il vitellino che sgambetta felice in mezzo all’erba mentre, nella realtà, lo sgozziamo con indifferenza davanti agli occhi terrorizzati dei suoi fratelli pronti a subire la stessa sorte.

Il bambino dorme con il maialino di peluche e lo ritiene il suo migliore amico, ma poi mangia il prosciutto, senza sapere che è il prodotto di un maialino vero che è stato ucciso.

Gli viene insegnato che è giusto e normale dominare e opprimere gli animali, che è giusto e normale amare un animale e mangiarne un altro, che è giusto e normale imprigionare gli animali per il nostro divertimento e che è giusto e normale torturarli in nome della scienza.

I bambini riconoscono l’animale non come essere senziente che prova emozioni e sentimenti, ma  viene loro insegnato che è giusto e normale mangiarli e dominarli. Questa contraddizione crea una forte tensione e un grande disagio psichico; a causa di questo nascono una serie di meccanismi mentali che permettono al bambino di compensare la dissonanza cognitiva.

I bambini che, nonostante tutto, riescono a riconoscere l’incoerenza degli adulti e rifiutano di mangiare la carne, subiscono la pressione dei genitori che li convincono, contro la loro volontà, a cibarsi di morte e di sangue per diventare grandi e forti.

La pressione esercitata sui bambini riguardo il mangiare la carne, non viene esercitata solamente dai genitori, ma anche dai parenti, dagli insegnanti, dai medici…

Figure verso le quali provano stima e rispetto (come i nonni o gli zii, gli insegnanti o i pediatri) e i mass media esercitano su di loro una pressione che li spinge a vedere gli animali come esseri inferiori che possiamo sfruttare, uccidere e mangiare.

Quanto sopra non succede perché queste figure autorevoli sono malvagie o vogliono in qualche modo danneggiare il bambino, certo che no! Il motivo per cui lo fanno è perché anche loro stessi sono stati cresciuti in questo modo.

“Il sistema” è antico, subdolo e ben nascosto. Solamente una profonda analisi di noi stessi potrà minare le sue basi e far in modo che l’uomo possa finalmente vedere.

Per approfondire leggi: I meccanismi mentali che imprigionano i carnisti.

La Fattoria degli Animali

Alzi la mano chi non ha mai giocato con gli animali della fattoria!

La fattoria degli animali è un gioco che esiste da sempre: ne esistono di tutte le forme, modelli e materiali.

Nella fattoria possiamo trovare tutti quegli animali considerati “da reddito”: galline, oche, mucche, cavalli, conigli, asini, pecore, capre, maiali…

I bambini si divertono tantissimo a inventare storie con questi animaletti, ai quali danno un nome e che considerano loro amici. Essi se ne prendono cura, fingendo di nutrirli, coccolarli, lavarli.

Non pensano mai a fingere di ucciderli, né pensano a che cosa ci sia dietro al consumo di uova o alla produzione di latte.

Nel gioco della fattoria non è previsto l’edificio adibito alla macellazione: gli animali vivono felici, insieme al bravo contadino che se ne occupa.

Pubblicità ingannevole?

I bambini sono abituati a vedere immagini di animali felici, come quelli del loro gioco della fattoria, sulle etichette dei formaggi, del prosciutto, degli omogeneizzati, delle merendine, degli yogurt…

Non sanno che nella realtà questi animali sono tutt’altro che felici, sia per il modo in cui vengono allevati e trattati, sia per il fatto che nascono con lo scopo di morire per nutrire gli esseri umani.

Il fatto di essere abituati, fin da piccoli, a immaginare che gli animali siano felici nella fattoria fa loro dimenticare che la carne che la mamma cucina e presenta nel loro piatto sia di amici animali.

I bambini diventano complici inconsapevoli della terribile sorte di tanti esseri senzienti.

Paperi e topi cacciatori e paperi cannibali

Avete presente i fumetti della Disney?

I bambini sono abituati a vedere Paperino e famiglia a tavola, mentre mangiano pollo arrosto: quasi un atto di cannibalismo!

Il messaggio veicolato è però chiaro: si vuole indurre i bambini a pensare che il pollo nel piatto non abbia nulla a che vedere con l’animale vivo e che esista solo per essere mangiato.

Inoltre, in molti cartoni animati della Disney, Pippo, Topolino e Paperino vanno a caccia e a pesca.

Conclusioni

Gli animali hanno sentimenti e provano emozioni, come gioia o tristezza: tutti loro vogliono vivere. Rispettarli tramite le semplici scelte che facciamo giornalmente non è difficile. Dare la giusta educazione ai nostri figli, cercando di non spegnere, ma fare di tutto per mantenere vivo, quel loro senso innato di rispetto e amore per gli animali, è la cosa più giusta che possiamo fare.

Tutti noi sappiamo che mangiare gli animali è sbagliato.
Tuttti noi sappiamo che i bambini rispettano e amano TUTTI gli animali.

Passare a un’alimentazione 100% vegetale per gli animali, per noi, per i nostri figli, per il nostro Pianeta è:

SEMPLICE NATURALE SALUTARE

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