Il circo è spesso visto come un luogo magico, pieno di colori, risate e acrobazie spettacolari, ma è un divertimento che costa caro agli animali. Dietro le luci scintillanti e i sorrisi dei clown, c’è una realtà meno luminosa, soprattutto per gli animali costretti a esibirsi. Sebbene molti circhi abbiano abbandonato l’uso di animali, in alcuni spettacoli purtroppo questa pratica persiste, alimentata dal pubblico che continua a comprare biglietti.
Gli animali non sono clown
Gli animali nei circhi non sono lì per scelta. Non saltano attraverso cerchi di fuoco o si esibiscono in numeri complessi per divertimento, ma perché costretti da addestramenti spesso brutali. Le tecniche utilizzate per insegnare loro i trucchi possono includere fruste, bastoni appuntiti, collari elettrici e privazione del cibo. Questi metodi mirano a instillare paura e obbedienza, non certo a instaurare un legame affettuoso tra l’animale e il suo addestratore.
Gli elefanti, ad esempio, animali maestosi e intelligenti, spesso subiscono violenze sin da piccoli per spezzarne lo spirito. Tigri, leoni e orsi vivono in gabbie anguste, ben lontane dai loro habitat naturali, privati della libertà e delle interazioni sociali che caratterizzano la loro vita in natura.
Il maltrattamento alimentato dal pubblico
Il maltrattamento degli animali nei circhi è una conseguenza diretta della domanda del pubblico. Le famiglie che acquistano biglietti per assistere a spettacoli con animali, inconsapevolmente sovvenzionano questa crudeltà. Ogni biglietto venduto rafforza l’idea che utilizzare animali per intrattenimento sia accettabile e profittevole. In realtà, dietro a ogni spettacolo c’è la sofferenza di esseri viventi strappati dal loro habitat naturale, privati della libertà e costretti a vivere in condizioni innaturali.

Animali strappati al loro habitat
Gli animali esotici, come leoni, tigri ed elefanti, appartengono a ecosistemi complessi in cui svolgono un ruolo vitale. Quando vengono catturati per essere impiegati nei circhi, non solo si distrugge la loro vita, ma si contribuisce anche a minare gli equilibri ecologici dei loro habitat. Gli animali nati in cattività, invece, vivono tutta la loro esistenza in un ambiente privo di stimoli naturali, senza mai sperimentare ciò che dovrebbe essere la loro vita.
Le leggi in materia di attività circensi
Nel 2017, il Parlamento italiano aveva stabilito l’obiettivo di eliminare gradualmente per legge l’utilizzo degli animali nei circhi. Si trattava di una legge-delega, il Parlamento, cioè, incaricava il Governo di modificare le normative riguardanti le attività circensi e gli spettacoli itineranti, in modo da superare gradualmente l’uso di animali. Questa legge non aveva, però, effetti immediati e richiedeva l’adozione di decreti attuativi da parte del Governo per entrare in vigore. Il termine per l’adozione di tali decreti era stato fissato per la fine del 2018, ma non è stato rispettato, causando la decadenza della delega e la perdita dell’opportunità di migliorare la tutela degli animali in Italia.
Nel luglio 2022, si è percorsa di nuovo la strada della legge-delega, fissando un termine di nove mesi per l’attuazione, che però è stato prorogato ancora di 15 mesi. Il nuovo termine previsto era il 18 agosto 2024 ma, il 2 luglio 2024, a ridosso della scadenza, è stata prorogata, questa volta di un anno.
Fondo unico per lo spettacolo
Forse non tutti sanno che parte dei fondi dei contribuenti vanno ai circhi. Ogni anno vengono erogati milioni di euro per sostenere il circo con animali, attraverso il Fondo Unico per lo Spettacolo (8 milioni di euro sono stati destinati al settore circense nel 2024).
Questo finanziamento ci sembra assurdo, considerando anche che in base al sondaggio DOXA BVA del settembre 2023 la maggioranza degli italiani (76%) si è espressa contraria all’uso degli animali nel circo, senza differenze significative di età, area geografica ed orientamento politico.
Il 79% si è dichiarato favorevole a destinare i fondi pubblici, attualmente devoluti anche ai circhi con animali, esclusivamente ai circhi senza l’uso di animali.
Gli italiani sono propensi ad andare a vedere uno spettacolo circense senza animali? L’80% degli intervistati ha risposto Sì.
Il 45% ha dichiarato di non andare al circo da oltre 10 anni e solo il 9% ci è stato nell’ultimo anno.
Visti i dati molto chiari su cosa pensano gli italiani, perché continuano ad esserci animali nei circhi e perché lo Stato continua a finanziare questi spettacoli? Soprattutto, perché si continua a prorogare l’attuazione della legge che vieta l’utilizzo di animali?
Un futuro senza animali nei circhi
La sensibilità verso il benessere animale sta crescendo, e come abbiamo visto nei risultati del sondaggio qui sopra, sempre più persone scelgono di boicottare i circhi che utilizzano animali. Molti paesi hanno già introdotto leggi che vietano questa pratica e i circhi moderni, come il celebre Cirque du Soleil, che fino ad oggi ha intrattenuto oltre 180 milioni di spettatori in 450 città di 90 Paesi, offrendo spettacoli sofisticati e meravigliosi senza l’impiego di animali o il circo tedesco Roncalli, che ha sostituito gli animali con ologrammi tridimensionali, creando spettacoli innovativi che combinano tecnologia e arte, senza sfruttamento animale. Ma anche l’Ecocircus, Circo Paniko o i MagdaClan Circo, solo per citarne alcuni
Tutte realtà che dimostrano che è possibile incantare il pubblico senza sfruttare gli animali. Gli artisti umani, con il loro talento e la loro dedizione, possono offrire spettacoli emozionanti e rispettosi.
Scegliere di non andare a spettacoli con animali significa fare un passo importante verso un mondo più etico. Il cambiamento parte dalle nostre scelte: ogni biglietto non acquistato è un messaggio chiaro contro chi trae profitto dal tormento e dallo sfruttamento degli animali.
Cosa potete fare
Ora che vi abbiamo spiegato perché il circo è un divertimento che costa caro agli animali, potete riflettere sul fatto che gli artisti del circo hanno scelto di svolgere la loro magnifica professione, ma gli animali no.
Possiamo unirci al coro di protesta, firmando la petizione nella quale si chiede al Ministro Sangiuliano di adottare in tempi rapidi delle misure urgenti per facilitare la dismissione dell’utilizzo degli animali nei circhi.
Il circo può e deve essere un luogo di magia, ma non a spese degli animali. Gli elefanti non sono clown, le tigri non sono acrobati e gli orsi non sono ballerini. Sono esseri viventi, con emozioni, bisogni e diritti. È tempo di guardare oltre il velo di luci e lustrini e prendere posizione contro il maltrattamento animale. Ogni scelta conta: facciamola con consapevolezza.












