Il significato del marchio e della certificazione VEGAN

Con il presente articolo è nostra intenzione fare un po’ di chiarezza riguardo il significato del marchio e della certificazione VEGAN sui prodotti.

In Italia, come nel resto del mondo, il numero di vegani e vegetariani è in costante aumento e questo è confermato da un’indagine Eurispes. Nella maggior parte dei casi, questo è dovuto a una questione di carattere etico: la sofferenza e la morte degli animali negli allevamenti e mattatoi italiani è sempre più sentita.

Ma c’è anche chi segue un’alimentazione 100% vegetale per motivi salutistici o ambientali, infatti sono molte le pubblicazioni riguardo la correlazione tra il consumo di alimenti di derivazione animale e malattie cancerogene o cardiovascolari.¹

Tante sono anche le pubblicazioni che riguardano l’insostenibilità degli allevamenti e i gravi danni ambientali causati da essi.²

Piatto 100% vegetale di Essere Vegan

Secondo l’indagine di Eurispes sopra menzionata, in Italia, vegetariani e vegani rappresentano l’8,2% della popolazione.

Di pari passo all’aumento di vegani e vegetariani, c’è sempre più l’interesse da parte di aziende e multinazionali a raggiungere questa fetta di mercato e quindi aumentano i prodotti alimentari, cosmetici e per la casa negli scaffali dei supermercati.

Sappiamo molto bene quanto a volte sia difficile leggere le etichette nei prodotti alimentari o riuscire a capire se, ad esempio, un prodotto cosmetico è testato sugli animali.

Nella lettura etichette dei prodotti alimentari, spesso e volentieri ci si imbatte in ingredienti a noi sconosciuti e questo succede in particolar modo nella giungla degli additivi alimentari. Per questi ultimi abbiamo tempo fa realizzato una tabella degli additivi alimentari vegan

Per stabilire se un prodotto sia testato sugli animali o non contenga derivati animali, ci vengono incontro alcune grandi associazioni animaliste, nonché associazioni proprietarie di marchi e associazioni che rilasciano certificazioni VEGAN vere e proprie.

Bisogna anche puntualizzare che vi è una differenza sostanziale tra i marchi vegan e cruelty-free: su questo argomento approfondiremo in seguito.

Marchi e certificazioni vegan

Per prima cosa bisogna fare un chiarimento: qual è la differenza tra marchio e certificazione?

Vi sono enti che stabiliscono gli standard grazie ai quali un determinato marchio può essere apposto a un prodotto. Questo marchio è di proprietà dell’ente che stabilisce gli standard.

In Italia, per esempio, esistono i marchi V-Label, VeganOk, Vegan Society, Qualità Vegana, ecc.

I marchi vegan

Il marchio non è altro che un simbolo che si ottiene tramite un’autocertificazione a pagamento, nel rispetto della normativa Europea UNI EN ISO 14021 (Autodichiarazione ambientale del prodotto).

Questa normativa stabilisce che l’azienda che appone il marchio è responsabile civilmente e penalmente di quanto ha dichiarato.

L’azienda che decide di apporre uno di questi marchi VEGAN autocertifica sotto la propria responsabilità che quel marchio dice il vero e si impegna a mantenere gli standard legati al marchio.

L’ente proprietario del marchio, invece, può svolgere dei controlli per valutare che gli standard siano seguiti, ma non ha alcuna responsabilità in merito.

Dall’altra parte, invece, c’è la certificazione, cioè un attestato rilasciato da un organismo terzo rispetto all’azienda produttrice che garantisce la conformità del prodotto a determinati standard qualitativi (come ICEA o Biocert Italia)
In questo caso chi certifica e chi produce non sono lo stesso soggetto e la certificazione vegan, esposta anche questa in etichetta, offre al consumatore una garanzia ulteriore rispetto al solo marchio vegan.

La responsabilità della veridicità delle informazioni riportate è infatti, in questo caso, anche in capo all’ente certificatore di modo che quest’ultimo, oltre a metterci la faccia, si espone anche al rischio di finire in tribunale.

ATTENZIONE

Attenzione: i marchi ICEA e Biocert non sono marchi di per sé VEGAN. Per essere certi che il prodotto sia VEGAN, deve essere specificato sotto il marchio, questo perché queste certificazioni riguardano anche altri ambiti.

Per spiegare nel dettaglio che cosa significa quando vediamo un marchio certificato in questa maniera, prendiamo ad esempio ICEA.

Quando vediamo il marchio ICEA VEGAN significa che:

  • Non sono stati impiegati alimenti, ingredienti, coadiuvanti e ausiliari di fabbricazione di origine animale;
  • Non sono stati utilizzati nell’intero ciclo di produzione coadiuvanti tecnologici, filtri, membrane e altri ausiliari di fabbricazione di origine animale;
  • Il numero di lotto e del produttore sono rintracciabili (rispetto al possibile contenuto di sostanze di origine animale).

La situazione sui marchi vegan usati in Italia

In Italia la situazione riguardante i marchi VEGAN non è ancora chiarissima, tanto che, per poter mettere questi simboli sulla propria confezione, le aziende svolgono un’autocertificazione a pagamento.

Ecco ciò che l’ Avvocato Dario Dongo, esperto di diritto alimentare, spiega a “Il fatto alimentare”:

«Il problema del marchio veg sui prodotti è un po’ un’incognita, perché non è normato in maniera univoca. Le parti sociali interessate (associazioni di consumatori vegetariani e vegani, associazioni ambientaliste, confederazione delle industrie alimentari in Europa) hanno più volte sollecitato la Commissione europea ad adottare regole fisse per designare un alimento come “vegetariano” o “vegano”, senza successo, nonostante le promesse del commissario europeo alla Salute. Per questo motivo oggi la dicitura “veg” con annessi simboli o altre diciture non è soggetta ad alcuna norma specifica».

Siamo quindi dell’idea che sarebbe opportuno che i nostri legislatori si confrontassero con le grandi associazioni animaliste/ambientaliste e con le associazioni di consumatori vegetariani e vegani, per introdurre normative chiare sull’uso di marchi VEGAN, sia per chi li detiene, ma anche per i concessionari.
Il timore è che eventuali marchi VEGAN su prodotti che hanno ben poco di pulito, naturale e soprattutto etico, possano in qualche modo ingannare giocando sui valori che il termine “vegan” ha nell’immaginario collettivo.


Bibliografia

[1] OMS – Carne cancerogena
La caseina del latte il-più potente cancerogeno della storia dell’uomo
Il latte di mucca può aumentare il rischio di cancro al seno
I benefici dell’alimentazione 100% vegetale – Ministero della salute
[2] Livestock’s long shadow

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4 commenti su “Il significato del marchio e della certificazione VEGAN”

    • Buongiorno, grazie per il suo commento.
      Non abbiamo una lista dei marchi vegan utilizzati dalle multinazionali. Possiamo, ad esempio, dirle che Garden Gourmet (Nestlè) utilizza in alcuni suoi prodotti il marchio V-Label, mentre in altri ha un suo marchio (un cuoricino). La Ferrero che sta per immettere nel mercato la Nutella vegana, ha da poco registrato un marchio Plant Based. Quella dei marchi è una giungla e purtroppo ad oggi non è normata, quindi chiunque senza grandi difficoltà può registrare un proprio marchio vegan.
      Cordiali saluti

      Rispondi
  1. Buongiorno, grazie per l’articolo. Molto interessante. Considerando l’attuale giungla normativa, quali sono i marchi/certificazioni più autorevoli per la comunità Vegan?

    Rispondi
    • Buongiorno Mariano,
      grazie per il suo commento. Per quanto riguarda la certificazione di prodotti vegani, credo sia V-Label. Bisogna però fare attenzione e leggere ciò che è scritto sul marchio, questo perchè V-Label usa diversi marchi: Vegetarian, Vegan e Raw Vegan.

      Rispondi

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