La storia di Koko

Desideriamo raccontarvi la storia di Koko (1971-2018), una gorilla nata nello zoo di San Francisco.

È vissuta per un anno con la madre, fino a quando ha sviluppato una malattia per la quale ha dovuto essere ricoverata nell’ospedale dello zoo.

È stata poi affidata alle cure della dott.ssa Francine Patterson, della Gorilla Foundation, che su di lei ha effettuato delle ricerche riguardo all’intelligenza e alla lingua dei segni.

«La sua istruttrice e badante, Francine Patterson, ha riferito che Koko è stata in grado di comprendere più di 1.000 segni di ciò che Patterson chiama “lingua dei segni dei gorilla” (GSL). Contrariamente ad altri esperimenti che tentano di insegnare il linguaggio dei segni ai primati non umani, Patterson espose simultaneamente Koko all’inglese parlato fin dalla tenera età.

È stato riferito che Koko comprendeva circa 2000 parole di inglese parlato, oltre ai segni. La vita e il processo di apprendimento di Koko sono stati descritti da Patterson e da vari collaboratori in numerosi libri, articoli scientifici e su un sito web.» (Fonte Wikipedia)

La Gorilla Foundation è stata la sua casa, o la sua prigione, perché, nonostante non fosse dietro alle sbarre, non poteva vivere libera nel proprio habitat insieme ai suoi simili e sviluppare tutte le relazioni e abilità proprie della sua specie.

Koko era una gorilla molto intelligente e sensibile. Un giorno chiese un gattino per Natale, che le fu regalato. Il gattino era di razza Manx e Koko lo chiamò “All Ball” (era una pallina di pelo). Per lungo tempo se ne prese cura come se fosse il suo cucciolo e, quando All Ball morì investito da un’auto, la gorilla reagì comunicando con i segni “male, triste e pianto”. La dott.ssa Patterson riferì anche di aver sentito Koko emettere un suono simile al pianto umano.

Nel 1985, a Koko fu permesso di scegliere due nuovi gattini da una cucciolata. Chiamò i gattini che scelse Lipstick (Rossetto) e Smoky (Fumoso) ed erano anche loro dei Manx.

Per festeggiare il suo compleanno nel luglio 2015, a Koko fu presentata un’altra cucciolata di gattini. Ne prese due e li chiamò Miss Black, un gattino nero e dorato, e Miss Gray, un gattino grigio.

La gorilla Koko con il suo gattino
La gorilla Koko accudisce un gattino

Koko pianse anche quando seppe della morte di Robin Williams, l’attore che aveva conosciuto e con lei aveva girato uno spot per la protezione della specie.

Sappiamo molto bene che questa non è la vita ideale per un gorilla, che dovrebbe vivere libero senza l’influenza dell’uomo. Vorremmo però condividere con voi il messaggio che questa meravigliosa creatura ha voluto comunicare: preserviamo la Terra, prendiamocene cura, sistemiamo ciò che abbiamo distrutto. C’è poco tempo per farlo.

Koko è morta nel sonno durante la mattina del 19 giugno 2018, nella riserva della “Gorilla Foundation” a Woodside, in California, all’età di 46 anni.

Il messaggio che Koko ha trasmesso in questo video è l’esatto contrario di ciò che gli scienziati che l’hanno allevata hanno fatto: prendersi cura della Terra e della Natura significa preservare e aiutare gli animali a vivere nel modo in cui quella stessa Natura li ha creati.

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