L’estate dei granchi

L’estate dei granchi spesso si rivela un purgatorio, nei casi più estremi, un inferno. Queste creature bellissime simili a piccoli pois arancioni che adornano e colorano gli scogli, sono troppo frequentemente vittime di “giochi di bambini” tollerati da genitori poco sensibili al benessere di questi splendidi crostacei. Così, incuria e indifferenza si trasformano in un’arma letale.

Il granchio

Il granchio è un crostaceo di origine cinese che vive sia in acque dolci che salate, possiede un robusto carapace e due possenti chele a ridosso delle zampe anteriori che adopera per difendersi e per nutrirsi. Possiede cinque gambe e quindi appartiene alla famiglia dei decapodi ed è un invertebrato poiché è dotato di un esoscheletro esterno di chitina. Il suo colore differisce a seconda dell’habitat in cui vive.

È un animale combattivo, forte e intelligente, molto abile nella mimetizzazione che ama vivere in gruppo. Questo possente crostaceo è in grado sia di nuotare che di camminare e può percorrere svariati chilometri in un solo giorno ma non si allontana mai più di di cinque chilometri dalla riva. Non tutti i granchi camminano di lato, alcune specie camminano avanti o indietro, altri come il granchio del cocco, si arrampicano sulle palme.

Predilige la notte perché l’oscurità resta la migliore e più efficace protezione contro i numerosi predatori. È un animale onnivoro, la sua alimentazione consiste in piante, vermi, larve, gamberetti, alghe, invertebrati, pesci, funghi, batteri e carcasse.

Riproduzione

I granchi per attirare l’attenzione delle femmine combattono tra di loro e comunicano atraverso le robuste chele. Per spaventare l’avversario le agitano o le battono mostrando aggressività con l’intenzione di intimidire il rivale. Il granchio si riproduce tramite delle uova che schiudendosi danno alla luce delle piccolissime larve che vengono trasportate via dalla corrente. La femmina si distingue dal maschio perché è più piccola.

Esistono diverse taglie di granchi: il Pinnotheres non è più grande di un centimetro mentre il Macrocheira Kaempferi o Granceola giapponese arriva a pesare anche 20 Kg e 4 metri di lunghezza.

In astrologia questo animale è il simbolo del cancro.

Retino e secchiello

I giochi dei bambini non dovrebbero includere la tortura e neanche la manipolazione di specie selvatiche ma, accade che in spiaggia, quando il mare pare sonnecchiare placido e tranquillo tra gli scogli emersi e assolati mentre i granchi si nutrono, ignari dell’imminente pericolo, appare all’improvviso un retino che cala impietoso su di loro.

Successivamente i poveri crostacei vengono scaricati in un secchiello, ritrovandosi immersi in due dita d’acqua, per essere osservati dai bambini come strani fenomeni da baraccone. In un contenitore così piccolo e per giunta di plastica, la temperatura sale velocemente e il granchio lasciato per ore immerso in quel liquido bollente, quando verrà liberato non riuscirà a sopravvivere allo shock termico.

Succede con preoccupante frequenza che i bambini ‘giocando” in spiaggia prelevino stelle di mare, ricci di mare, pesciolini, meduse e granchi dal loro ambiente naturale. I granchi sono gli animali marini più presi di mira dai bimbi. Vengono catturati e manipolati dai più piccoli, che senza la supervisione degli adulti o, peggio ancora, nell’indifferenza generale, spesso vengono feriti mortalmente. Accade di sovente che questi innocui crostacei siano mutilati delle chele dopo che i bambini vengono, giustamente pizzicati, dagli animali terrorizzati.

Oppure può capitare che manipolandoli gli vengano rotte o amputare alcune zampe. Vere e proprie torture che condurranno il granchio ad una morte lenta e atroce. Sotto gli sguardi indifferenti dei genitori che non sono in grado di tutelare nè i bambini, nè gli animali.

I granchi sono esseri viventi e come tali, provano dolore e paura. Esplorare la spiaggia osservando i suoi legittimi abitanti, non deve trasformarsi in un danno per la flora e la fauna marina. Attraverso il gioco i bambini imparano e ricevono molteplici informazioni e il compito degli adulti è indirizzare i più piccoli verso la consapevolezza e il rispetto di tutte le forme di vita.

Ricordiamo che la cattura è la tortura di animali, anche marini, è un reato da codice penale che prevede in base all’articolo 544 bis che chiunque per crudeltà e senza alcuna necessità cagioni la morte di un animale venga punito con la reclusione da 4 mesi a 2 anni.

Teniamo conto che l’habitat marino è invaso senza alcuna misura dagli esseri umani e gli animali che lo popolano devono fare i conti non solo con la pesca amatoriale quella con fiocine e fucili, con la pesca intensiva e gli allevamenti ittici che danneggiano irrimediabilmente il delicato ecosistema marino ma anche con i rifiuti tossici, la plastica, le numerose navi da crociera e imbarcazioni d’ogni tipo. L’essere umano sta inesorabilmente impoverendo, depopotando e inquinando i mari e gli oceani di tutto il mondo.

Ragion per cui i bambini necessitano di una guida saggia e pacata che spieghi loro l’importanza di ogni singolo animale, vegetale e minerale che popola i nostri mari. I più piccoli vanno indirizzati verso altre tipologie di giochi e svaghi, come le immersioni con maschera e boccaglio, per osservare lo spettacolo della natura senza interferire, nè ferire.

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