Caro essere umano io non ti odio, comprendo che non ti rendi conto del dolore che mi infliggi. Sono certo che non vorresti uccidermi ma il prosciutto ti piace troppo. Anche se non ne hai bisogno. Anche se io muoio.
Lancio un urlo di dolore, le mie unghie grattano il pavimento lurido in uno spasmo involontario. La testa sembra esplodermi.
L’uomo mi preme lo stivale sulla gola, la mia bocca si apre alla ricerca d’ossigeno.
Un brivido di terrore mi percorre il corpo. Annaspo.
L’uomo ride, mostrando una fila di denti marci.
Vorrei non essere mai nato.
Caro essere umano, tu, che stai leggendo, lo so che non sei tu a torturarmi, però al supermercato getti con noncuranza la confezione di salame dentro al carrello. Quel salame sono io. Sei mesi dopo essere nato.
Mi sembra d’avere un fiammifero acceso in gola. Vorrei bere. Mi manca il respiro. Non c’è nessuno ad aiutarmi. Qui dentro solo volti arcigni di torturatori da campo di concentramento. E là fuori, io sono solo un boccone delizioso.
Vorrei non essere mai nato.
Il mio cuore sussulta come impazzito. Soffoco, i miei occhi roteano all’indietro, eppure, vorrei vedere il cielo. Non so neanche che colore abbia. Quanto sia profondo…come il mio dolore?
Mi esce un sibilo sottile come uno sbuffo di vapore dalla bocca e un filo di bava cola sul pavimento. -Non ho mai visto le stelle- penso, cercando disperatamente di inspirare. Vorrei esprimere un desiderio: voglio fuggire.
Mi manca il respiro e l’erba che non ho mai calpestato.
Rantolo, aspirando ossigeno putrefatto. Tu non lo puoi sapere umano, ma qui dentro c’è puzza d’ammoniaca e sangue marcito e seccato a terra, e gli occhi si arrossano e pizzicano costantemente.
Vorrei non essere mai nato.
Caro essere umano io sto per morire. Sarò sgozzato. Smembrato.
La mia vita è stata breve e terribile: senza luce, senza amore. Senza rispetto.
Voglio lasciare questo mondo orribile perché ci sarà ad attendermi qualcosa di meraviglioso: prati sconfinati, il calore del sole, il vento sulla pelle.
Potrò passeggiare, correre, volare tra le stelle. Sarò libero.
Caro essere umano ti volevo ricordare che io sono come te. Anche se ho un aspetto diverso. E, in un angolino della tua testa, tu lo sai che soffro esattamente come te, che provo le tue stesse emozioni. Che imprigionata in questo corpo martoriato c’è la mia anima.












