L’intelligenza del piccione

L’intelligenza del piccione, comunemente, viene sottovalutata perché la maggior parte delle persone non interagisce con questi splendidi animali, considerati erroneamente sporchi, sciocchi e annoverati tra le specie invasive. Ma la realtà è ben diversa e con questo articolo vi voglio condurre a scoprire le fenomenali caratteristiche e le incredibili capacità intellettive di uno degli uccelli più eccezionali al mondo: il piccione.

Il piccione

Il piccione (Columbia Livia) è una specie diffusa in tutto il mondo, gli esemplari che popolano le nostre città appartengono alla specie selvatica, ma esistono anche specie domestiche: piccioni viaggiatori e ornamentali. Purtroppo, esistono anche specie “da carne”, cioè allevate a scopi alimentari: nessun animale dovrebbe far parte di quest’ultima categoria.

Intelligenza

I piccioni hanno un cervello molto piccolo, ma la loro rete neuronale è così fitta da rendere la loro Intelligenza formidabile. Questi splendidi uccelli possiedono un numero di neuroni per millimetro cubo di ben 6 volte superiore a quello umano. Questo rende la loro rete sinaptica strabiliante.

Sono in grado di memorizzare figure e parole, riconoscono i volti delle persone e le differenti espressioni facciali. Inoltre, possiedono un incredibile senso dell’orientamento. Comprendono il linguaggio del corpo, sia umano che di altri uccelli, e possiedono una capacità d’apprendimento eccezionale.

Sono tra quei pochi animali, insieme alle grandi scimmie, i delfini e gli elefanti, in grado di superare il test di autoriconoscimento allo specchio. I piccioni impiegano 5 secondi a riconoscersi in un video e sono in grado di riconoscere le persone dalle foto che vengono loro mostrate. Inoltre, grazie alle loro capacità autocognitive, sono in grado di distinguere tra riprese video passate di se stessi e un feed dal vivo.

I piccioni risolvono problemi in maniera non dissimile dell’intelligenza artificiale. Sono i dati emersi da un recente studio citato dal The Guardian.

“Il comportamento dei piccioni suggerisce che la natura ha creato un algoritmo altamente efficace nell’apprendimento di compiti molto impegnativi.”

Edward Westerman, coautore dello studio

I ricercatori hanno proposto su uno schermo diversi stimoli ai piccioni: linee di varia lunghezza, anelli di differenti dimensioni… Ogni uccello doveva toccare con il becco un pulsante a destra o a sinistra per decidere a quale categoria apparteneva l’oggetto. Per ogni risposta giusta, l’animale veniva premiato con del cibo. Dallo studio è emerso che i piccioni imparano attraverso prove ed errori migliorando la loro capacità di giudizio di volta in volta.

Grazie alle loro incredibili capacità visive, sono in grado di distinguere quadri di artisti differenti (Picasso, Monet…) con una precisione del 90%.
Sono anche perfettamente in grado di distinguere tra un buon disegno e uno scarabocchio, riuscendo anche a riconoscere tra le varie tecniche di pittura, come acquerelli e tempere.

Questi magnifici uccelli annoverano tra le loro peculiarità anche un ottimo orecchio e sono perfettamente in grado di percepire e distinguere tra le note di Bach e quelle di Mozart.
Sono capaci di leggere, riuscendo a riconoscere fino a 30 vocaboli, evidenziando e segnalando anche errori d’ortografia. Piccoli adorabili maestri di scuola e di vita.

Piccioni viaggiatori

I piccioni sono stati impiegati sin dall’antichità per comunicare informazioni importanti che altrimenti sarebbero andate perdute. Questi favolosi uccelli, grazie a un infallibile senso dell’orientamento, possiedono l’incredibile capacità di tornare sempre a casa, anche se costretti a percorrere distanze notevoli, sfruttando il fenomeno della magnetoricezione e le loro impressionanti capacità visive e olfattive che permettono loro sempre di orientarsi. Pur non essendo uccelli migratori, questi piccoli navigatori alati non sbagliano mai strada.

Già 3.000 anni fa venivano impiegati con successo da Egizi, Persiani, Greci e Cinesi come mezzo di comunicazione e anche nell’Impero Romano le lettere da consegnare ai consoli venivano affidate a questi prodigiosi messaggeri alati.

Eroi di guerra

I piccioni viaggiatori sono stati anche eroi di guerra. Consegnavano messaggi attraverso le linee nemiche durante la prima e la seconda guerra mondiale. Spesso dovevano attraversare il fuoco nemico per consegnare il loro messaggio, eppure queste piccole e temerarie creature hanno svolto sempre il loro ingrato compito, rimettendoci spesso anche la vita.

Il colombigramma veniva sempre consegnato, nonostante i pericoli. I militari, durante la Grande Guerra, utilizzavano delle colombaie mobili che contenevano dai 90 a 100 piccioni per sostituire i caduti durante le insidiose missioni. Piccole innocenti vittime della follia umana.

Colombaia militare
Colombaia militare
Cher Amie

Cher Amie è stata un’eroina di guerra: questa piccioncina, il 3 ottobre del 1918, riuscì a consegnare un messaggio alle truppe di supporto del Battaglione della 77° Divisione di Fanteria Americana. Il maggiore Charles Whittlesey rimase bloccato nelle retrovie durante l’offensiva della Mosa-Argonne, divenendo bersaglio non solo dei tedeschi, ma anche delle truppe amiche che ignoravano la sua posizione.

Il maggiore dovette affidare la sua vita e quella dei suoi uomini ai suoi preziosi piccioni, assegnando loro il messaggio con la sua posizione per gli alleati. Purtroppo tutti i piccioni liberati furono uccisi dai tedeschi. Cher Amie fu l’ultima dei quattro messaggeri ad essere liberata e si fece strada con grande coraggio tra il fuoco nemico.

Fu colpita da alcune schegge nel petto, ad un occhio e a una zampina; ferita e dolorante la piccola intrepida creatura continuò a volare. Forte e caparbia, riuscì a concludere la sua difficilissima missione. Il contributo di Cher Amie era stato decisivo in altre ben 12 situazioni di grande pericolo. L’eroica uccellina fu curata e per fortuna riuscì a salvarsi. L’animale andò in congedo con onore: fu decorata con la Croce di Guerra.

Paddy

Durante la seconda guerra mondiale, il 6 giugno del 1944, Paddy partì in volo dalla spiaggia della Normandia per portare la notizia dello sbarco degli alleati riuscendo a schivare i proiettili nemici e i temibili falchi che i tedeschi utilizzavano per uccidere i piccioni viaggiatori. Paddy volò a 90 km/h, un vero record, riuscendo a consegnare il prezioso messaggio. Questo piccolo e coraggioso piccione si meritò la Medaglia Dickin, un riconoscimento dell’Esercito Britannico al valor militare degli animali. Paddy visse per altri 10 anni nella sua amata Carnlough, sua città natale in Irlanda del Nord.

Ora, non dovrei essere io a ricordarvi che questi impavidi e miti animali meritano non solo grande onore, ma profondo rispetto e infinita riconoscenza. E, quando incontrate per strada dei piccioni, ricordatevi quanto bene hanno fatto all’umanità e che creature straordinarie siano. Quindi, trattateli con gentilezza.

I piccioni e la marina statunitense

La marina statunitense, tra gli anni 70 e 80, per il progetto Sea Hunt ha impiegato i piccioni per identificare i giubbotti di salvataggio rossi e gialli in mare. I piccioni, grazie alle loro capacità di vedere gli ultravioletti, si sono rivelati molto più efficaci della loro controparte umana. Gli uccelli individuavano i naufraghi al primo passaggio con una precisione del 93%, gli uomini li individuavano con una precisione del 38%.

Questi incredibili uccelli, grazie alla loro visione a 360 gradi e a un’altissima capacità d’attenzione, riescono a mantenere lo stato d’allerta per ore, a differenza degli esseri umani che perdono molto prima la concentrazione, per questo motivo si sono rivelati ottime sentinelle. I piccioni venivano posizionati in una “bolla” di plastica sotto l’elicottero e, se vedevano qualcosa, anche un pezzo di stoffa in mezzo al mare, premevano un interruttore. Il progetto fu poi interrotto per mancanza di fondi.

Rilevano malattie

I piccioni sono impiegati con successo anche in medicina, nella diagnostica. Se gli vengono mostrate delle immagini radiografiche sono in grado di distinguere un tumore benigno da uno maligno, grazie alle loro notevoli capacità visive. E lo fanno con infinita precisione e molto meglio e più rapidamente di un radiologo o di qualsiasi altro professionista che abbia studiato anni per specializzarsi. Mentre ai piccioni basta un incentivo di natura alimentare e un minimo d’addestramento per superare di gran lungo le capacità umane.

Il piccione radiologo
Un piccione “radiologo”

Latte del gozzo

I piccioni, i fenicotteri e i pinguini imperatore sono tra i pochissimi uccelli che producono una sostanza nel gozzo, altamente proteica, molto simile al latte con la quale nutrono i loro pulli. Dopo la schiusa, i nidiacei vengono allattati per i primi tre giorni di vita esclusivamente con questo latte, da entrambi i genitori, tramite rigurgito. Successivamente, il latte viene sostituito con una miscela di latte e semi e i pulcini sono definitivamente svezzati a 18 giorni di vita.

Monogamia

I piccioni sono monogami e restano fedeli alla propria compagna per tutta la vita.
Il maschio sceglie con molta cura una possibile compagna e la corteggia a lungo, a volte anche per un mese e, se lei ricambia le sue attenzioni, i due uccelli si “fidanzano.” Ma non si accoppiano subito, perché la coppia deve prima consolidarsi, dopo circa una settimana sarà la femmina a prendere l’iniziativa becchettando il maschio sul becco. Lui allora le offrirà del cibo porgendoglielo direttamente in bocca, mostrando così d’essere in grado di allevare un’eventuale prole. I due uccelli, una volta deposte le uova, si alterneranno nella cova.

Differenze tra specie

È stato condotto un test in cui sia gatti che piccioni dovevano guardare il touch screen di un computer. Sullo schermo c’erano dei pulsanti collegati, mediante una linea, aIl’immagine di ciotole piene o vuote. Nel momento in cui l’animale “cliccava” il pulsante corretto, la ciotola virtuale si avvicinava e, quando questa era piena, esso veniva ricompensato con cibo vero. I risultati sono stati strabilianti. I piccioni sceglievano sempre il tasto corretto, mentre i gatti non hanno completato il test con successo. I gatti eccellono senz’altro in altri ambiti, ma le discipline intellettuali sono sicuramente un punto di forza dei piccioni.

Compiti di matematica

Nel 1998 gli psicologi hanno scoperto che potevano insegnare alle scimmie a contare. Ma per i ricercatori è stata un’incredibile sorpresa quando hanno scoperto che anche i piccioni potevano imparare la matematica, nonostante le notevoli differenze rispetto al cervello dei primati, dotati di una corteccia sofisticata e stratificata che gli uccelli non possiedono.

Eppure i piccioni erano bravi a fare i conti quanto i macachi.
Ai colombi hanno insegnato a mettere le forme su uno schermo in ordine consecutivo, in base al numero di oggetti presenti nell’immagine, e loro hanno eseguito con successo il test.

Da sempre l’umanità si sente in diritto di agire per i suoi egoistici interessi, usando e trattando gli animali come semplici oggetti il cui uso è esclusivamente destinato a biechi profitti. Che siano contributi in campo militare, in campo medico, tra i fornelli o per opere di salvataggio, poco cambia.

Nessuno guarda agli animali che si adoperano per la specie umana con vero interesse e amore. I piccioni non sono solo uccelli, ma sono prima di tutto individui con un loro background, una loro personalità e sensibilità. Ma gli uomini li hanno usati e gettati via come un vecchio libro di cui non ricordano d’aver letto neanche una misera pagina.

E ora, i colombi, dopo aver servito il loro ingrato padrone, vengono scacciati, picchiati, sminuiti e abbandonati. Vengono trafitti dai dissuasori di metallo perché tutto ad un tratto danno fastidio.

Spesso vengono investìti con l’auto perché le persone non vogliono perdere tempo per far attraversare un piccione.
Date uno sguardo alla vostra coscienza e rammentate che i piccioni sono creature intelligenti e preziose e, anche se fossero meno brillanti di voi (e non lo sono), non meriterebbero mai il vostro disprezzo, nè la morte.

Tagliate quei rami secchi che ciondolano dalla vostra coscienza, quei rami neri e accartocciati che non generano più vita e amore, dando nuova linfa al vostro sè interiore.

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3 commenti su “L’intelligenza del piccione”

  1. Io personalmente sono pienamente d’accordo con tutto quello che lei ha scritto sui colombi o piccioni che dir si voglia. È da quando avevo cinque anni che ho incominciato ad avere la passione per l’ornitologia e soprattutto per queste splendide creature, oggi sono passati cinquant’anni e l’amore verso di loro si è sempre solamente rafforzato. Ne ho salvati moltissimi dai vari pericoli e dalle insidie della strada e soprattutto i soggetti più giovani mi sono sempre tornati a trovare. Il più grande di loro soprannominato Arturo oggi ha la bellezza di sedici anni. La sua intelligenza, empatia ed affettuosità sono commuoventi. Quelli che sono accoppiati interagiscono tra di loro con una dolcezza ed una tenerezza incredibili. Sono convinto che gli esseri umani abbiano ancora moltissimo da imparare da tanti animali ed anche dai piccioni ai quali andrebbe sempre manifestata la nostra gratitudine per tutti i notevoli compiti e le ardue imprese da loro svolte, basti solamente pensare a quante vite umane in tempi di guerra sono stati in grado di salvare!! Evviva i piccioni forever!!

    Rispondi
    • Buona sera Giorgio,
      grazie per il suo commento e la sua preziosa testimonianza. Sono lieta di apprendere che esistono ancora persone come lei che soccorrono e amano i piccioni. Persone che li apprezzano e ne capiscono il valore.
      Auguro ogni bene a lei e al simpatico e fortunato Arturo.
      Cordiali saluti
      Melania

      Rispondi
      • Buonasera Melania grazie mille per il suo apprezzamento fatto sul mio commento scritto sui colombi. Auguro anch’io a lei, che è una persona profondamente sensibile, ogni bene. I piccioni con cui ho interagito mi vengono quotidianamente a trovare, e nel caso io non ci fossi mi aspettano per lungo tempo; se poi per caso non riuscissi a rientrare ritornano sempre successivamente o al massimo il giorno dopo. Ormai con queste creature così intelligenti e sensibili, dotate anche di grandissima curiosità e determinazione, c’è un grandissimo feeling!! Arturo, anche se, come dicevo, ormai abbastanza anziano, è in ottima forma psicofisica e vola come un novello!!
        Cordiali saluti,
        Giorgio

        Rispondi

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