L’intelligenza del ratto

L’intelligenza del ratto è ignorata e sottovalutata dalla maggior parte dell’umanità. Questa nostra società superficiale e disinteressata ai pregi di questi piccoli gioielli della natura non spreca tempo per approfondire la loro conoscenza, catalogandoli frettolosamente tra gli animali più disgustosi e sporchi. Invece, queste intelligenti e vivaci creature nascondono inaspettati pregi.

I ratti appartengono alla famiglia di roditori Muridi e sono originari delle regioni temperate dell’Asia centrale. Si sono diffusi in tutto il globo grazie alla navigazione.

Il ratto fisicamente è più grosso del topo, è di colore grigio- marrone e vive principalmente nei boschi, negli edifici e nella rete fognaria. La sua aspettativa di vita si aggira dai tre ai cinque anni per i ratti domestici, un anno per quelli selvatici.

Ratti domestici

I ratti sono ottimi animali da compagnia, sono intelligenti e socievoli e sono creature docili che stabiliscono forti legami affettivi.
Sono roditori notturni di indole gregaria che non amano la solitudine. Creature mansuete, vivaci e pulite che si toelettano il pelo proprio come fanno i gatti e come i gatti possono imparare ad usare la lettera.

I ratti da compagnia sono ratti norvegesi, allevati e selezionati per diventare impagabili animali da compagnia.
La pratica del Fancy Rat ebbe origine nell’Inghilterra vittoriana attraverso la selezione messa in atto dai primi pionieri del breeding, la selezione tramite incroci.

Nel 1976 venne fondata la prima società dedicata esclusivamente ai ratti; prima esisteva il National Mouse Club, ora nasceva la National Fancy Rat Society.
L’interesse per i ratti da compagnia dal Novecento in poi si estese dall’Inghilterra ad altre nazioni.

In America fu fondata la Mouse and Rat Breeders Association. Gli allevatori americani selezionarono nuove razze di origine statunitensi come quella dei ratti Dumbo.

I ratti da compagnia si sono diffusi in tutto il mondo dal momento che nel tempo, i loro estimatori , sono aumentati. E le persone più sensibili al loro benessere hanno iniziato ad adottare ratti provenienti dai laboratori di sperimentazione animale per sottrarli a ingiustificate e terribili torture.

Differenze tra ratti domestici e selvatici

Dato che i ratti domestici sono stati selezionati dagli allevatori, la differenza più marcata consiste nel colore. Quelli selvatici hanno il mantello di colore grigio marrone, mentre il mantello di quelli domestici comprende una numerosa gamma di colori: bianco, nero, marrone, passando per i pezzati, i siamesi e gli albini.

I ratti da compagnia ovviamente sono più docili e socievoli e sono meno neofobi riguardo ai cibi che non conoscono, rispetto ai selvatici che temono costantemente di essere avvelenati.

I ratti domestici abituati alla convivenza con gli esseri umani reagiscono in modo più moderato a determinati stimoli visivi e sonori come i cambiamenti di luce e i forti rumori.

Come ho accennato sopra, l’aspettativa di vita cambia notevolmente, i ratti domestici sono più longevi dei ratti selvatici. Infatti, questi ultimi vivono mediamente un anno a causa dei numerosi predatori e delle periodiche derattizzazioni.

L’ntelligenza dei ratti

I ratti sono incredibilmente intelligenti, sono in grado di memorizzare, ragionare e utilizzare il pensiero logico. Comunicano tra di loro tramite squittii e stabiliscono forti legami sociali.

Uno studio pubblicato su Science ha dimostrato che i ratti usano l’immaginazione. I ricercatori sono riusciti a trovare un modo per collegare l’attività elettrica di una particolare area del cervello dei roditori, l’ippocampo, a un computer.

L’ippocampo è la parte del cervello che consente di evocare ricordi e immaginare scenari futuri. I ratti controllano questa parte del cervello in modo volontario.

“Il ratto è capace in effetti di attivare la rappresentazione di luoghi nell’ambiente senza andarci.”

Chongxi Lai, primo autore dello studio

“La cosa sbalorditiva è come i ratti imparino a pensare a quel luogo e a nessun altro, per un periodo di tempo molto lungo, in base alla nostra forse ingenua nozione di capacità di attenzione di un ratto.”

Timothy Harris

Durante lo studio i ratti si sono rivelati capaci di spostare, usando solo l’immaginazione, un oggetto all’interno dello spazio virtuale.

Un altro studio pubblicato su Life dimostra che i ratti sono in grado di rinunciare ad una ricompensa immediata per ottenere vantaggi a lungo termine. Ciò dimostra che questi simpatici roditori sono disposti ad imparare e migliorare.

Durante lo studio, i ratti dovevano guardare delle immagini su uno schermo e poi scegliere tra due pulsanti, dove uno portava alla scelta giusta e l’altro a quella sbagliata. Per ogni risposta azzeccata avrebbero ottenuto una ricompensa, mentre ad ogni risposta sbagliata sarebbero stati espulsi dal gioco.

All’inizio i ratti hanno leccato uno dei due bottoni senza ragionare, ottenendo una percentuale molto bassa di vittorie. Ma, quando gli animali hanno realizzato che il gioco si ripeteva identico, hanno iniziato a prendere del tempo per valutare quale fosse il pulsante giusto da scegliere, riuscendo così ad imparare le regole del gioco e, di conseguenza, ad aumentare le loro vittorie.

I ratti giocano a nascondino

Un ricercatore dell’Università Humboldt di Berlino ha insegnato ai ratti a giocare a nascondino. Gli animali hanno imparato alla perfezione le regole del gioco, dimostrando oltretutto di gradirlo molto, partecipando con grande entusiasmo alle partite.

La ricerca pubblicata sulla rivista Science mette in luce le spiccate capacità sociali , la notevole intelligenza e l’incredibile giocosità dei ratti.

I roditori, come ricompensa per aver partecipato al gioco, seguendone le regole correttamente, ricevevano solo delle coccole e dei solletichini. Ogni volta che venivano sollevati e solleticati, reagivano emettendo ultrasuoni, equiparabili alle risate umane.

I roditori, prima di iniziare a giocare, mostravano eccitazione e grande entusiasmo al solo pensiero di cominciare una nuova partita.

I ratti amano giocare a nascondino
(I ratti amano giocare a nascondino)

I pregiudizi e l’ingiustificato disprezzo

A dispetto dei pregiudizi e dell’ingiustificato disprezzo di cui sono da sempre vittime i ratti , essi dimostrano di possedere grandi doti intellettive e affetto da vendere. Sono tra gli animali più intelligenti al mondo e anche in natura svolgono un ruolo fondamentale per la salvaguardia dell’ecosistema. Essi sono fonte di cibo per rapaci, volpi, puzzole, martore, donnole e serpenti, solo per fare qualche esempio. Inoltre, contribuiscono a diffondere i semi all’interno dei boschi e delle foreste.

In occidente il ratto è ingiustamente associato a immagini negative e a timori di natura sanitaria e la sua presenza è considerata nella maggioranza dei casi un’infestazione. Tanto che è considerata giusta e necessaria la terribile e odiosa pratica delle esche avvelenate. Nessun altro animale, anche se in grado di veicolare gli stessi patogeni dei ratti, viene ucciso con tanta frequenza e con modalità tanto orribili.

La cattiva fama di questi piccoli e simpatici roditori risale al Medioevo e alla terribile epidemia di peste nera della cui diffusione sono stati ritenuti colpevoli i ratti. Odierni studi hanno invece dimostrato che la peste non è stata veicolata dai ratti, ma dalle pulci. Il passaggio non è stato: ratto-pulce-uomo, ma semplicemente pulce-uomo.

La nostra società, permeata di convenzionale ignoranza, dovrebbe aumentare la propria coscienza etologica, abbandonando i vecchi e consunti paradigmi, bandendo i consueti tributi alla violenza di cui dispone con fredda disinvoltura per uccidere: quelle arbitrarie sentenze di morte procurata, costituite da trappole e veleni, esche avvelenate che provocano nei ratti dolori lancinanti e una morte lenta e dolorosa. Tutto ciò, quando invece basterebbe distribuire, al posto del veleno, degli anticoncezionali.
Molto efficace è il “Pillolo”, l’anticoncezionale maschile, che si è rivelato efficace nel 99% dei casi per ridurre la fertilità maschile nei roditori.

Per allontanare i ratti esistono dei sistemi innocui ed efficaci come i dissuasori sonori, le gabbie trappola, oppure i dissuasori olfattivi, come la menta piperita, l’alloro, l’eucalipto e il bicarbonato.

I ratti in oriente

In Oriente i ratti sono legati a valori positivi e per fortuna non sono perseguitati come in Occidente.
In Cina il ratto è il primo dei dodici animali dello zodiaco. Ed è associato a doti come la creatività, l’onestà, la generosità e la velocità nel prendere decisioni.

Nella cultura induista il ratto è considerato con grande rispetto e devozione. Nella città di Deshnoke esiste il tempio “Karni Mata” dove viene praticato il culto dei ratti e dove i fedeli offrono cibo a questi animali, mangiando spesso i loro avanzi, considerati benedetti perché toccati da questi piccoli e speciali roditori.

il tempio di Karni Mata - Il tempio dei ratti
il tempio di Karni Mata – Il tempio dei ratti

Ratti da salvataggio

In Africa nel 1997 nasce APOPO, che diviene capofila nelle operazioni di smantellamento dei campi minati.
I normali sistemi di bonifica erano troppo costosi e richiedevano tempi molto lunghi, così APOPO sviluppa un protocollo d’addestramento per ratti, nella fattispecie, ratti giganti africani che sono più longevi, resistenti alle malattie ed economici da mantenere. E, grazie al loro peso, insufficiente ad innescare le mine, adatti a passeggiare su un campo minato senza incidenti.

Ai ratti viene insegnato a riconoscere le molecole di TNT, l’esplosivo presente nelle mine, e vengono addestrati ad individuare le mine nel terreno. I tradizionali metal detector impiegavano 4 giorni per bonificare un’area grande come un campo da tennis, i ratti impiegano 30 minuti e sono molto più affidabili.
Così i roditori hanno permesso di bonificare vastissime aree, restituendo alle persone le loro attività agricole e i loro territori.

Un ratto africano della missione di APOPO
Un ratto africano della missione di APOPO
Un ratto riconosce le molecole di TNT
Un ratto africano riconosce le molecole di TNT

Un’ altra piaga, questa volta di natura sanitaria, affligge l’Africa: la tubercolosi. Una malattia curabile solo se diagnosticata in tempo. APOPO ha addestrato i ratti a riconoscere e segnalare la presenza della molecola TB nei campioni prelevati dai pazienti.

I ratti africani collaborano con gli ospedali africani testando i campioni organici e ottenendo migliori risultati dei metodi tradizionali, che spesso davano esito negativo anche quando la molecola era presente. La velocità e l’attendibilità dei ratti sono un valore inestimabile per salvare vite umane.

Vengono anche addestrati per contrastare il commercio illegale di legni pregiati e per la tutela di animali in via d’estinzione.
E a fine carriera questi preziosi roditori, verso i sei, sette anni, vanno in pensione in apposite strutture dove ci auguriamo che siano amati e coccolati.

I ratti non sono creature da film horror, spaventose e aggressive, ma sono piccoli animaletti sensibili e leali, dall’intelligenza acuta e l’olfatto straordinario e niente potrà rendere loro giustizia per le vessazioni di cui sono vittime, a causa dell’ignoranza che affligge da sempre l’essere umano, che li considera esseri inferiori da sterminare senza pietà.
Le esche rodenticide devono essere abolite restando un pessimo ricordo di un passato da dimenticare e redimere.

Magawa, il ratto fiuta-mine decorato con la medaglia al valore
Magawa, il ratto fiuta-mine decorato con la medaglia al valore

Fonti:
https://www.eticoscienza.it/2018/12/18/ratti-mine-eticoscienza/
https://www.ilpost.it/2019/09/17/ratti-nascondino/
https://it.wikipedia.org/wiki/Ratto_da_compagnia
https://www.wired.it/article/ratti-capacita-immaginazione-viaggiare-studio/
https://www.orizzontenergia.it/2023/03/18/ratti-intelligentissimi-imparano-migliore-strategia/

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