Mucche a terra

Mucche a terra è una storia d’abusi e di verità celate per non dimenticare mai le vittime dell’industria del latte. Creature costrette a produrre latte senza sosta, sfruttate fino alla morte. Perché il latte prima d’ogni altra cosa, uccide.

Cinque figli morti. Tutti maschi.
Uno all’anno.
L’ultimo giaceva immobile tra il sangue e gli escrementi, pensavo fosse morto.
Una rara fortuna.
Invece gli uomini lo hanno rianimato.

“Piccolo bastardo alzati che devi diventare filetto e bistecche.” Sghignazzò l’uomo a cui piaceva bastonarmi.
E mio figlio aprì gli occhi e io non riuscii a trattenere il dolore.
“Zitta vacca, il vitello è vivo. Tu pensa a fare il latte.”

Latte, latte, latte…
Gli umani pretendono latte continuamente come sanguisughe attaccate alle mie mammelle.

Sono stanca, comincio a sbandare, reggersi sulle zampe è sempre più difficile, il dolore alle ossa è straziante. E la mia pelle rovente brucia di febbre.
Il mio latte è bianco e denso come pus e puzza di marcio.

A volte, nell’umida penombra che mi perseguita, vedo cose che non esistono, invece di questo posto grigio e puzzolente c’è una distesa di fiori colorati in mezzo ad un prato sconfinato.
Da dove mi arriva questa immagine non saprei dirlo, non ho mai calpestato l’erba.

“Questa vacca ha di nuovo la mastite. Le diamo un’altra dose di antibiotici?” Domanda l’uomo che mi spinge avanti a bastonate.
“No, ormai produce poco latte, la dobbiamo macellare a breve.”

Sono giovane eppure il mio corpo è già quello di una vecchia.
Il latte diventerà la mia tomba.

Sentii uno schianto tremendo e mi ritrovai a terra.
Un dolore lancinante mi attraversò le ossa.
“Alzati!” Urlò l’uomo con il bastone e iniziò a colpirmi.
Mi uscì un grido stralunato.
Ma non riuscii ad alzarmi.

Il latte mi ha prosciugata come un sole ardente in un pomeriggio estivo. E ora mi restano solo i lamenti e un futuro orrendo come un incubo ad occhi aperti.

La mia pelle si strappa macchiando di sangue la terra mentre un mezzo meccanico mi trascina verso il mattatoio.

Vorrei che nessun’altra mucca vivesse in questo inferno.
Siamo solo granelli di polvere sparpagliati dal vento. Vite soffocate dal dolore.

Mi sorprendo a urlare disperata quando mi spingono dentro al macello.
Io muoio per permettere a voi umani di mangiare formaggi e bere latte.
Di questo, dovete essere consapevoli.

Melania Corradini

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