Non fare la sciocchina

Non fare la sciocchina descrive con amabile leggerezza il rapporto di sudditanza che si sviluppa con simpatica e irritante costanza tra l’uomo e il suo gatto, tra piccole manie e amore incondizionato.

“Amore, ti ho comprato un bellissimo tiragraffi. Guarda, in basso c’è pure la cuccia e poi c’è un bel palo rivestito di corda per farti le unghiette…e, sorpresa, c’è anche l’amaca e ben due piattaforme panoramiche.
Che ne dici?” Domandò l’umano alla gatta sfoderando un sorriso pieno d’entusiasmo.

“Attaccatelo al belino.” Fu la sintetica risposta della gatta che, dopo una rapida occhiata al marchingegno, tornò a dormire.

“Promettimi che lo userai…”
“Te ghe vogia de aspetae.” Rispose la gatta stirandosi.
“L’ho pagato una cifra…però è super bello…dai, fammi capire che ti piace almeno un pochino.” Insistette l’umano accarezzando il tiragraffi come se fosse stato un essere vivente dotato di pelliccia.

“Mia chi!” Rispose la gatta girando le spalle all’uomo e inclinando il sedere verso il soffitto.
“T’è capì quanto a me piasa?”

“Non fare la sciocchina.” Farfugliò l’uomo che forse, almeno a livello inconscio, il messaggio l’aveva recepito.
“Vieni qui ” Esordì lui accompagnando la voce con un gesto della mano come se volesse farsi vento alla patta dei pantaloni.

La gatta per tutta risposta balzò sul pavimento e si diresse fiera e impettita come una first lady verso il divano iniziando ad affilarsi gli artigli.

L’uomo avvertì un brivido lungo la schiena.
“Nooo!” Urlò portandosi le mani verso la bocca come a voler trattenere gli insulti.
“Smettila…tanto è antigraffio…” Biascicò lui nel panico.

“Scometemo?” Rispose la gatta affondando gli artigli con maligna soddisfazione.
“Basta ti prego.”
“Adè te spiego: di che coloe l’è ‘sto divan? Tortora!
A lo devo asasinae per forsa.”

“Noo! Adesso basta!” Strillò lui afferrando la gatta.
“Ma cos’ te fe?” Mugugnò lei attaccandosi al bracciolo del divano con gli artigli.
“Oh no!” Si lamentò l’umano cercando di trascinarla via.
Ci riuscì, ma tra le unghie della gatta rimase intrappolato un pezzo di stoffa color tortora.

“Qui! Le unghie te le devi affilare qui.”
Insistette l’uomo posando la gatta sul tiragraffi.
“Tei proprio na legea.”
“Prova amore mio…prova a farti le unghie…”
Supplicò lui afferrando la zampina della gatta per posizionarla sulla corda.
“Tei ciu’ duo te che ‘n belin in viagio de noze. “

Melania Corradini

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