Ogni bicchiere di latte porta con sé il sangue di una madre

Ogni bicchiere di latte porta con sé il sangue di una madre.

Una madre – il cui corpo è stato abusato e ingravidato contro la sua volontà, più e più volte. 

Una madre – colei che ha provato tanto amore per la nascita del suo piccolo, ma che subito dopo gli è stato strappato via.

Una madre – bloccata da un macchinario che le succhia il latte che era destinato a suo figlio.

Una madre – esausta dopo tanti parti, che crolla e viene mandata a morire per essere poi venduta a pezzi.

Una madre – colei che ha provato immenso dolore nella sua vita a causa del bicchiere di latte che tieni tra le mani e del formaggio al quale non riesci a rinunciare.

Ogni bicchiere di latte porta con sé il sangue di una madre.

Un solo bicchiere di latte rappresenta il dolore e la sofferenza di innumerevoli mucche come lei, che devono sopportare il dolore – il dolore lancinante e doloroso che le tormenta – per il resto della loro vita.

L’industria lattiero-casearia è una delle più brutali tra tutte le industrie legate agli animali non umani. 

Sfrutta non solo le madri ma anche i padri e i figli.

Le mucche non producono latte perché sono mucche, ma perché sono madri. Producono latte per lo stesso motivo delle mamme umane: nutrire i loro piccoli. 

Una volta nati, i vitelli necessitano del latte materno per almeno 12 settimane dopo la nascita. Ma un vitello appena nato viene costretto ad allontanarsi dalla madre, poche ore dopo la nascita, in modo che il latte materno possa essere venduto.

La separazione delle mucche dai vitelli è estremamente dolorosa per entrambi: la madre e il bambino.

Gli operai legano i vitelli lontano dalle madri poche ore dopo la nascita. Le grida del loro vitello affamato sono la ragione per cui il corpo della madre produce ancora più latte. Latte che gli esseri umani portano via con tanta avidità e senza nessuna reale necessità di farlo. 

Il ciclo infernale continua

Il ciclo continua: vengono fecondate artificialmente, assistono alla nascita dei loro figli, assistono al dolore/perdita dei loro figli, vengono inseminate artificialmente, vengono munte durante il periodo di allattamento – 10 mesi – e poi ricomincia tutto da capo, per poi finire, una volta esauste, in un posto ancora più orrendo: il mattatoio.

La vita è stata abilmente progettata per essere imprevedibile nel bilanciare il rapporto tra i sessi nel ciclo della vita. Pertanto, anche la probabilità del sesso desiderato di un vitello è imprevedibile. 

Sfortunatamente, i vitelli maschi sono considerati un peso perché non possono portare profitti all’industria. Quindi, subito dopo la nascita, essi  vengono stipati in piccoli recinti e inviati ai macelli dove vengono uccisi per la carne. Se invece sono femmine, seguiranno il destino delle loro madri ed entreranno nel ciclo infernale.

Come gli esseri umani, anche le mucche e i vitelli sono esseri senzienti. Anche loro possono provare amore. Anche loro sviluppano un legame materno con i loro figli, come i bambini lo fanno con la loro madre. Come ogni altra madre là fuori, una mucca desidera vedere i suoi figli crescere sani, inondarli del suo amore, vederli scatenarsi e giocare.

Vale la pena bere una tale perdita per il proprio piacere? Il latte ha i suoi sostituti, ma il vitello no. Niente può sostituire il cucciolo perduto. Nessuno può consolare il dolore di quella madre.  Rifletti e prendi la decisione giusta.

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