Perché l’equitazione non è uno sport etico

Abbiamo deciso di scrivere questo articolo per spiegare perché l’equitazione non è uno sport etico.

Molte persone (tra le quali, ahimè, anche alcuni vegani) vanno a cavallo, giustificando la loro pratica come qualcosa di naturale. Quando glielo si fa notare, una delle risposte più comuni è: “Non hai idea del legame che si crea tra il cavallo e il suo cavaliere”.

Ma si dovrebbe avere l’onestà intellettuale di ammettere la verità, e cioè che USANO il cavallo per il proprio divertimento.

I cavalli vivono per la maggior parte del tempo in scuderie. Animali che in natura percorrono anche 40 km al giorno, sono costretti a restare rinchiusi in 8 mq (quando va loro bene) ed escono solo per portare sulla schiena uomini, o per far divertire i bambini.

Metodi di doma e addestramento

Per non parlare dei metodi di doma e addestramento e degli “aiuti” che normalmente si utilizzano su queste sfortunate creature. Alcuni dicono che i cavalli sono contenti di passeggiare con noi…

Certo che i cavalli sono contenti di essere cavalcati con un peso di 70/80 kg che saltella sulla loro schiena e di essere tirati per le redini a destra e sinistra; certo che sono super contenti quando si mette loro il morso alla bocca!

Chi va a cavallo e pensa che il cavallo sia felice, provi a mettersi un pezzo di ferro in bocca e a vedere quanto resiste, anche senza che nessuno tiri le redini!

Anche gli elefanti erano contenti quando dovevano trasportare tronchi giganti per giornate intere: per un animale così forte, cosa volete che sia!

Le galline ovaiole degli allevamenti intensivi sono sicuramente contente di passare la loro breve vita in gabbie poco più grandi di un foglio A4 e di donarci le uova. Si può vedere questa gioia nei tanti filmati che girano sul web.

Non parliamo poi delle mucche, che sono contentissime di essere stuprate e ingravidate per poi vedersi togliere il loro cucciolo poco dopo che è nato.

E vogliamo anche parlare di quanto sono contente le oche, quando vengono spiumate per realizzare i soffici piumini destinati agli uomini?

E le tigri nei circhi? Quanta contentezza nel saltare da uno sgabello all’altro o nel passare attraverso cerchi di fuoco!

Anche gli ebrei erano contenti di stare nei lager, perché così avevano occasione di socializzare.
Anche gli schiavi che costruivano le piramidi erano contenti di prendere un po’ d’aria mentre lavoravano.

Quindi smettiamola di dire che i cavalli sono contenti di essere cavalcati.

Non amano essere cavalcati, così come non amano esibirsi in coreografie innaturali per loro (dressage), correre in competizioni di vario genere (palio, rodeo, corrida, ippodromo…), o partecipare a gare di cross country ed essere soppressi come è successo al cavallo Jet Set a Tokyo 2021.

Ecco perché l’equitazione non è uno sport etico.

I cavalli amano correre, è vero. Amano il rapporto con l’essere umano e lo riempiono d’affetto. Forse, pur di stare con noi, accettano di essere cavalcati, si adeguano…ma non possiamo dire che a loro piace. Piace a noi.

Dovremmo avere l’onestà intellettuale di riconoscere che i cavalli, come tutti gli altri animali, abitano la terra con noi, non PER NOI!

Essere Vegan

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22 commenti su “Perché l’equitazione non è uno sport etico”

  1. Assolutamente d’accordo!!! I cavalli questi esseri meravigliosi, sono stati sfruttati inverosimilmente nel corso dei secoli, guerre, trasporti di pesi insostenibili ecc ecc chi ama gli animali li vuole liberi e felici e rispettati e protetti

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  2. IO ASSOLUTAMENTE DISACCORDO,SU TUTTO CIO. I CAVALLI ANCHE SE PUO SEMBRARE STRANO VIVONO MEGLIO IN SCUDERIA MA VOI VI INFORMATE PRIMA DI PARLARE, I CAVALLI IN NATURA VIVONO CIRCA 10 SE SONO FORTUNATI 12 ANNI IN SCUDERIA VIVONO 40/50 ANNI.E POI ANCHE IN SCUDERIA (almeno nel mio maneggio) I CAVALLI HANNO UN PRATO DOVE VENGONO LIBERATI E DOVE POSSONO CORRERE LIBERI. COMUNQUE ANCHE IO RISPETTO GLIA ANIMALI E è NEL LORO ISPETTO CHE STO AGIENDO.

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    • Buonasera Martina, grazie per il commento. Il punto di vista giusto è il fatto che i cavalli non sono nati per essere cavalcati e, quindi, creare un business su questo è sbagliato. I cavalli, come tutti gli altri animali, possono anche vivere in un ambiente protetto, ma per loro tutela, non per essere usati per i nostri scopi.

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  3. Salve, non sono vegano ma condivido l’approccio al tema.
    Vorrei aggiungere che il legame tra fantino e cavallo è reso possibile solo dalla innaturale applicazione dei ferri di cavallo agli zoccoli, in assenza dei quali il cavallo non potrebbe sopportare il peso sulla groppa.
    Dunque l’uomo con i ferri di cavallo aumenta la potenza dell’animale per poterlo sfruttare.
    La circostanza che questa pratica non procuri dolore e faciliti la deambulazione dell’animale è irrilevante, visto che l’obbiettivo dell’uomo, nel suo rapporto non etico con il cavallo, è – in ogni caso – quello di farsi trasportare o utilizzare l’animale per trasporto merci.

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  4. Scommetto che questa persona che ha scritto l’articolo non è mai salita su un cavallo, e non ha idea di cosa voglia dire sentirsi in completa sinergia con un animale. Cavallo e cavaliere diventano una cosa sola; da sopra la sella impari a sentire ogni muscolo, ogni nervo, ogni pensiero del tuo cavallo. E anche loro sentono i tuoi.

    Mi è capitato di avere minuscole incertezze e di essere “letta nel pensiero” dal cavallo che montavo. È un’esperienza incredibile! E non è certo ciò che fa un animale sfruttato o in disarmonia con te. È la magia che compie un animale vivo, attento e fuso con te. Come dice Parelli, istruttore di monta naturale, 51% decido io e 49% il cavallo. I cavalli prendono decisioni autonome quando montati (e non solo) e anche questo non è ciò che fa un animale sfruttato. Sull’utilizzo del morso o degli aiuti ti posso dare parzialmente ragione, e dico parzialmente perché è vero che possono diventare strumento di abuso se non utilizzati correttamente. Si vedono degli orrori nel mondo dell’equitazione, è vero, ma così come esistono allevamenti etici esistono anche cavalieri etici (un esempio fra mille: ho visto una cavallerizza ritirarsi dal concorso di salto a ostacoli dopo il primo rifiuto della sua cavalla, per non stressarla e per non rovinare il rapporto con lei; e questo significa una grave rimessa in termini economici e sportivi).

    Non è vero che il cavallo viene fatto uscire solo per lavorare, i cavalli hanno delle ore di libertà al pascolo quotidiane dove socializzano, si sfogano e semplicemente riposano.

    Non è nemmeno vero che “sballonzoliamo” sulla sella a peso morto e che tiriamo le redini; un buon cavaliere è sempre leggero, sia di mano, che di gamba e che di assetto.

    Io so di avere provato grande gioia cavalcando e giurerei che questa gioia venisse sentita e condivisa dal mio cavallo. E prima di dire che non è vero, dovresti provare a salire in sella…

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      • non ho ben compreso il motivo di questo articolo, non credo lei sia nemmeno mai stato a visitare una scuderia…io e mio padre ci svegliamo alle 5 di mattina, solo per dar da mangiare ai nostri cavalli, pulire le loro scuderie, metterli al prato e pulirli, e la sera la stessa cosa fino a tardi.
        Al cavallo muoversi, essere cavalacato è un esercizio, è come se stesse facendo palestra, un cavallo può essere infastidito e invogliato a fare quello che chiedi se le tue azioni sono scorrette nei suoi confronti, come giusto che sia.
        Il cavallo vive con noi, non per noi, ci fa provare emozioni, ci fa sentire vicini a un animale e quando uno dei nostri cavalli sta male, noi dormiamo vicino ai maneggi se serve.

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      • “il cavallo non è qui per noi, ma con noi!” infatti vengono trattati probabilmente meglio di te. Stai mettendo a confronto le tigri nel circo con i cavalli. Gli “AiUti InNaTuRaLi” non fanno male o danneggiano il cavallo (solo se si usano in modo eccessivo, per fortuna esistono proprietari responsabili). C’è una differenza tra abuso, come ad esempio il Big Lick o le corse di velocità (la maggior parte ma non tutte). Ricordiamo che tutte le discipline possono essere abusive se il cavallo è in mani sbagliate. In un commento (stupido tra l’altro, lasciatelo dire, con tutto il rispetto) hai detto: “dove ci sono selle, morsi e briglie c’è sempre sfruttamento.” Certo, certo. Non avrai mai messo mano su un cavallo, quindi, caro Umberto, prima di commentare su persone che hanno un rapporto speciale con animali di 700kg che ti possono buttare a 40/50kmh da 2 metri di altezza se vedono una coperta che si muove e che non parlano la nostra lingua ma solo grazie a linguaggio del corpo, gambe, mani, centro di gravità ed equilibrio riusciamo ad addestrarli al punto che “selle, briglie e morsi” (mi stupisce che lo chiami morso o imboccatura invece di “pezzo di metallo in bocca”) siano inutili, pensaci un po’.

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        • Ciao Bianca,
          grazie per il tuo commento. Capisco cosa scrivi, ma non mi trovi assolutamente d’accordo. Dobbiamo finirla di pensare ai cavalli come mezzi di trasporto. Se hai piacere di stare a contatto con questi stupendi animali, puoi farlo passeggiando con loro, non sopra di loro.

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  5. Caro Umberto, se pensi davvero che i cavalli vengono “sfruttati” perché li cavalchiamo, ti sbagli assolutamente, ovviamente sei vegano, quindi non mi sorprende. I cavalli vengono trattati meglio di te. Ci passeggiamo, li portiamo in paddock di 1000 metri quadrati minimi, hanno erba, cibo, e tutto il nostro amore. I cavalli selvatici soffrono davvero tanto, se non hanno cure o sono protetti. In un commento tra l’altro hai detto che prendercene cura non ci giustifica per usarli come mezzi di strasporto… Ma ti informi prima di parlare o hai 2 neuroni massimo? Portare soldi a tua moglie (se ce l’hai, ne dubito) non ti giustifica per usarla come lavastoviglie o chef privato.

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  6. Ma questo articolo fa proprio schifo, cioè non ha senso in nulla. Ancora prima che inizia l’articolo parli del fatto che “animale domestico=non può avere un buon rapporto con l’uomo”. Bene allora il vegano di turno ci sta consigliando di fare una strage e carneficina di animali, ottimo così. Per la cronaca anche io arrivo a camminare 40 km al giorno (non so se sai che esiste una certa gara di corsa addirittura dove si corrono proprio 40km) ma non per questo devi camminare sempre 40km. E neanche il cavallo. Quindi anche la frase “arrivano a camminare 40km” è una cazzata. La parte sul morso è l’unica su cui si può essere d’accordo. Infatti professionisti dell’equitazione non lo usano. Poi vabbè come ho già detto questo articolo è pura spazzatura, tant’è che ti metti a parlare di cose che non c’entrano niente (tra lasciando i soliti luoghi comuni, ovvero le solite cazzate, sugli allevamenti intensivi e tutto il resto. Ma non siamo qui per parlare di cose che non c’entrano), arrivando pure a citare gli ebrei e la shoah. Quindi su un articolo per cavalli, si parla di ebrei e non di cavalli. Comunque l’etologia ci insegna che ai cavalli il rapporto con l’uomo piace molto e che è vero che gli animali abitano la terra con noi, ma noi siamo superiori e possiamo fare quello che vogliamo, ricordandoci le nostre responsabilità ovviamente

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  7. Sono un po’ confusa… innanzitutto la maggior parte delle argomentazioni proposte non sono vere e proprie argomentazioni, bensì paragoni che in realtà non hanno niente a che vedere con la tesi iniziale. Parti col dire che i cavalli non sono felici di essere cavalcati e lo “dimostri” parlando degli ebrei nei lager… Una similitudine innanzitutto non accurata e che per di più viene utilizzata come prova a sostegno di una tesi che è tutt’altra. Poi parli di tirare le redini a destra e a sinistra, di saltellare sulla sella… senza sapere che nessuna di queste azioni viene fatta da un cavaliere in grado di andare a cavallo. Senza sapere che la mano semmai accompagna dolcemente il movimento dell’assetto e della gamba per girare il cavallo proprio per evitare di fargli male e senza sapere che “saltellare” è proprio l’ultima cosa che facciamo. L’imboccatura non funziona come descrivi tu. Nel momento in cui il cavallo si muove in maniera equilibrata e con il giusto ritmo, l’energia dei posteriori passa agli anteriori e spinge (NATURALMENTE, senza coercizione alcuna) la testa del cavallo giù. In questo modo il cavallo si appoggia al morso che è costruito appositamente per posizionarsi comodamente. Una volta che il cavallo è appoggiato al morso e si ha quindi completo contatto, i movimenti delle mani sono quasi ASSENTI. Penso tu debba 1) informarti un po’ di più ed 2) imparare come si scrive un testo argomentativo prima di cimentarti nell’arte del “giornalismo”.

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    • Buonasera Elena,
      grazie per il suo commento. Non sono assolutamente d’accordo con ciò che scrive. I cavalli meritano di vivere la loro vita come previsto dalla natura. Possiamo connetterci con loro ed avere una relazione significativa e reciprocamente vantaggiosa senza cavalcarli. Provi a passeggiare a fianco del cavallo e non in groppa, sono sicuro che sarà una buona cosa sia per lei che per il cavallo.

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