Storia di una gallina ovaiola mostra la triste e sofferente esistenza delle galline ovaiole. Animali costretti a deporre uova ininterrottamente con effetti devastanti sulla loro salute. Ogni gallina produce 300 uova all’anno, spesso anche di più, e la più terribile e frequente conseguenza di questa super produzione è la fragilità ossea. Da recenti studi è emerso che il 97% delle galline ovaiole ha lo sterno rotto. Fratture causate dalla mancanza di calcio, dato che le galline ottengono il calcio per formare i gusci d’uovo direttamente dalle loro ossa. E questo accade sia alle galline rinchiuse in gabbia che a quelle allevate a terra. Animali sofferenti, distrutti fisicamente che verranno macellati a soli due anni di vita per essere sostituiti con esemplari giovanissimi. Volete davvero essere complici di tanta crudeltà?
Rinunciate alle uova, un alimento facilmente sostituibile con prodotti vegetali e cruelty free.
Ho cercato di fuggire ma non ho potuto neanche sollevare il capo. Ogni mio sforzo è stato vano.
Il futuro è fermo e rigido. Il presente scolpito nel dolore.
Mia madre, nella sua breve vita, è stata uccisa dopo aver deposto l’uovo che mi ha dato alla luce. Quella luce che io non ho mai visto. Immagino sia tiepida e dorata.
Non voglio girarci intorno: la mia vita è stata un inferno, trascorsa tra puzza e sporcizia. Prigioniera tra fantasmi dalle zampe rugose, malati e tremanti.
Ho provato a chiudere gli occhi, a immaginare il vento, il sole, la pioggia.
Niente. Non li conosco.
Conosco solo il tanfo degli escrementi e della morte.
Non ho ricordi a cui aggrapparmi.
Volevate le mie uova e ve le siete prese. Costringendomi a deporle fino a quando non ho perso anche l’ultima penna. Fino a quando le mie ossa non hanno ceduto. Il mio sterno ha fatto crack. Il dolore mi ha fermato il respiro. Non ho mai più camminato.
E quando ho compiuto due anni d’età. Il mio regalo di compleanno è stata la lama che mi ha tagliato la gola. Non ho emesso neanche un grido. Il dolore è imploso come un gavettone scoppiato in faccia.
Ora sogno quel che c’è oltre la vita. I miei occhi chiusi vedono arcobaleni di luce, prati infiniti e acque cristalline.

“Ora sogno quel che c’è oltre la vita. I miei occhi chiusi vedono arcobaleni di luce, prati infiniti e acque cristalline.“












