Un mondo sbagliato. Storia della distruzione della natura, degli animali e dell'umanità – Un libro che ti darà la possibilità di aprirti in un altro mondo, più giusto, più gentile, più vivo. Un mondo finalmente giusto.
Nel corso della storia umana, le civiltà si sono interrogate su che cosa significhi vivere una vita giusta, armoniosa e sostenibile. Ma raramente queste domande sono state poste in modo così lucido, impietoso e radicale come fa Jim Mason nel suo libro Un mondo sbagliato. Storia della distruzione della natura, degli animali e dell’umanità.
Questo saggio monumentale offre una visione storica e antropologica della crisi ecologica e morale in cui l’umanità è sprofondata, individuandone le radici più profonde in una concezione distorta dei rapporti tra esseri umani, animali e natura.
Mason non si limita a denunciare le conseguenze disastrose del nostro modo di vivere (la deforestazione, l’estinzione delle specie, la sofferenza degli animali negli allevamenti industriali, il cambiamento climatico, l’alienazione sociale), ma va alla ricerca delle cause di questa devastazione. E la sua tesi è tanto semplice quanto rivoluzionaria: la distruzione sistemica della natura e degli animali nasce da una visione del mondo “sbagliata”, che ha posto l’uomo sopra ogni altro essere vivente, separandolo dalla natura e giustificando così ogni forma di dominio e sfruttamento.
Per comprendere appieno la portata del libro di Jim Mason è utile situarlo nelle grandi opere del pensiero ecologista, antispecista e controculturale degli anni ’60 e ’70. Il testo si colloca idealmente accanto ai lavori di pensatori come Carol J. Adams (Carne da macello), Vandana Shiva e lo stesso Peter Singer, con il quale Mason aveva già collaborato nella stesura di Animal Factories, un’inchiesta pionieristica sugli allevamenti intensivi pubblicata nel 1980.
Un mondo sbagliato va però oltre la denuncia della crudeltà nei confronti degli animali: scava più a fondo, nella matrice culturale e simbolica di quel dominio, trovando le sue origini nella rivoluzione agricola e nella nascita delle prime società patriarcali e gerarchiche.
Secondo Mason, ci fu una frattura fondamentale tra l’essere umano e il resto della natura. L’uomo, che fino ad allora aveva vissuto in società egualitarie, immerse in un rapporto di rispetto e reciprocità con gli altri esseri viventi, iniziò a concepirsi come entità separata e superiore. La domesticazione degli animali segnò l’inizio di un processo dove gli animali, da entità sacre e viventi divennero risorse da sfruttare. E insieme al dominio sugli animali, sorse anche il dominio di alcuni esseri umani su altri: il patriarcato, la schiavitù, la guerra e le disuguaglianze sociali.
Questo passaggio culturale e simbolico, che Mason definisce “l’ordine innaturale”, è il nucleo teorico del libro. Non si tratta solo di una questione ecologica o animalista, ma di una vera e propria teoria della civilizzazione: un tentativo di spiegare come e perché l’umanità abbia preso una strada così distruttiva. L’ordine innaturale si fonda su una triplice separazione: tra umano e animale, tra cultura e natura, tra maschile e femminile. Ed è proprio in questa separazione che affondano le radici delle molteplici oppressioni.
Ma il libro non si limita alla diagnosi. Se la storia ha prodotto un “mondo sbagliato”, allora è possibile immaginare e costruire un mondo diverso. In questo senso, Un mondo sbagliato è anche un libro di speranza, un invito a riscoprire un rapporto più armonico con il mondo vivente. Mason suggerisce che molte società tradizionali, pre-agricole e indigene, conservano una visione del mondo molto più integrata e rispettosa della vita. E propone una vera e propria rivoluzione culturale, spirituale e politica: smantellare l’ordine innaturale e costruire un’etica della coesistenza, della cura e dell’empatia.
La forza del libro sta anche nella capacità di Jim Mason di fondere in modo efficace dati storici, riflessioni filosofiche, osservazioni personali e denunce sociali. Il suo stile è accessibile e mai banale, appassionato ma mai retorico. L’autore riesce a guidare il lettore in un viaggio attraverso millenni di storia umana, facendo emergere connessioni sorprendenti tra fenomeni apparentemente distanti: la caccia alle streghe e la vivisezione, la schiavitù e l’allevamento industriale, la colonizzazione e la domesticazione. Tutto rientra in una stessa logica: quella del dominio.
In definitiva, leggere Un mondo sbagliato significa accettare una sfida profonda. Non solo intellettuale, ma esistenziale. Significa accogliere il dubbio che parte di ciò che chiamiamo “progresso” sia in realtà una forma di perdita. Significa aprirsi alla possibilità di un altro mondo, più giusto, più gentile e più vivo. Un mondo finalmente giusto.
Copertina flessibile
- Lunghezza stampa: 446 pagine
- Lingue: Italiano
- Editore: Edizioni Sonda
- Data di pubblicazione: 28 gennaio 2015
- Dimensioni: 13 x 2.1 x 21 cm
- EAN: 9788871067612














