Una Pasqua senza sofferenza per cuccioli indifesi: da vegani si può.

Una Pasqua senza sofferenza per cuccioli indifesi: da vegani si può

Una delle principali festività del cristianesimo è alle porte: la Pasqua.

Un evento che dovrebbe rappresentare una rinascita spirituale, un messaggio di pace e salvezza, viene trasformato nella condanna di centinaia di migliaia di agnelli: davvero un triste destino!

Essi vengono separati dalle loro madri, prima ancora che esse possano allattarli e vengono allattati artificialmente; caricati e stipati sopra i camion, trascorrono fino a 30 ore senza cibo né acqua e infine vengono uccisi, dopo aver sentito le urla dei loro fratelli.

Uccidere cuccioli di appena 40 giorni è una tradizione assurda e obsoleta, che con la fede e i valori cristiani non ha nulla a che vedere.

Trovo che il modo migliore di festeggiare la Pasqua sia quello di lasciare questi cuccioli indifesi fuori dal nostro piatto. È inaudito pensare che ci sia ancora chi si nasconde dietro questa tradizione per soddisfare il proprio palato.

Grazie a investigazioni e campagne di sensibilizzazione portate avanti dalle associazioni animaliste, questa “tradizione” sta però perdendo forza!

“Non è la prima volta che documentiamo inadempienze nei macelli italiani, dove con l’arrivo della Pasqua oltre 400.000 agnelli saranno uccisi per la loro carne. Ma il consumo è in calo, anche grazie alle campagne di sensibilizzazione”, spiega Essere Animali.

Ma questo non basta ed ognuno di noi dovrebbe fare la propria parte, aiutando le persone che ci circondano a vedere quanto tutto ciò sia insensato. Un cucciolo è un figlio, indipendentemente dal fatto che sia umano o animale.

“Si tratta di cuccioli, sono impauriti per il trasporto e la separazione dalla loro mamma. Dovrebbero ricevere una carezza e invece vedono gli altri animali contorcersi per minuti prima di morire”, continua Essere Animali.

Siamo nel 2024 e la barbara tradizione di sacrificare agnelli a una qualche divinità non dovrebbe essere accettata.

Inoltre, “Per stare in compagnia, mangiare bene e festeggiare, non c’è bisogno di avere carne di agnello o altri animali sul piatto… bastano solo la fantasia e la voglia di sperimentare tra i colori e i profumi della primavera”, conclude Essere Animali

Il rispetto per la vita è una delle grandi conquiste dell’uomo, ed è un segno di civiltà. E la vita non è solo la “nostra” vita. Chi rispetta la vita dovrebbe rispettarne ogni forma. Gli animali, hanno un elevato livello di consapevolezza, coscienza e sensibilità. Esiste un’ampia letteratura scientifica in questo settore. E comunque, dovrebbe bastare un minimo di raziocinio per comprendere che è un atto crudele verso anime innocenti.

Il fatto che qualcuno lo uccida e lo macelli per farlo finire nel tuo piatto, non ti rende meno responsabile. La causa di queste uccisioni, sono le tue abitudini alimentari.

RIFLETTI A LUNGO!



A Pasqua #IoNonLoMangio

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