Vitello bendato e "sacrificato" durante la festa patronale a Roccavaldina

Vitello bendato e “sacrificato” durante la festa patronale

Evento annullato! ✌️

Siamo lieti di annunciare che l’evento è stato annullato. Uniti si vince! #govegan

Un vitello portato in processione e bendato per poi essere “sacrificato” e mangiato dai cittadini in una festa patronale dedicata a San Nicola di Bari.

Questo è ciò che è in programma a Roccavaldina, cittadina della Provincia di Messina, durante la Festa del Convito, dal primo al quattro agosto.

Più che festa ci sembra un rito, previsto circa ogni dieci anni.

L’OIPA (Organizzazione Internazionale Protezione Animali) ha comunicato che, in base a foto e video che circolano sul web, durante tale festa il vitello procede «legato, bendato e sollecitato con violenza».

Non è più accettabile che nel 21° secolo si possa anche solo pensare che bendare un animale, addobbarlo di ghirlande e forzarlo a percorrere una processione con tanto di banda musicale e infine “sacrificarlo”, possa essere una cosa giusta.

Lasciando un attimo da parte la questione morale primaria, cioè la sofferenza e la morte di quel vitello, bisogna rendersi conto di quale sia il terribile messaggio che si dà con questo tipo di usanza: è lecito terrorizzare in questo modo un animale, che non merita questa fine? Vogliamo veramente insegnare ai nostri figli che tutto ciò sia giusto?  Vogliamo dar loro un “input” altamente discriminatorio, dove alcuni individui possono essere usati per scopi che riguardano esclusivamente il nostro cosiddetto “divertimento” o perchè è tradizione farlo?

Per creare un mondo migliore bisogna dare l’esempio. Ma Roccavaldina sembra andare controcorrente.

Gli animali vengono purtroppo considerati da sempre esseri inferiori. In virtù di questo, l’uomo riversa su di loro una dose di violenza inaudita. Ma questo non può e non deve più essere accettato.

Questi esseri viventi, senzienti, vengono dalla notte dei tempi assimilati a oggetti che possono essere utilizzati, denigrati, abusati.

In tempi non lontani tutto questo veniva destinato anche agli schiavi. Essi venivano descritti come esseri indegni, privi di anima e quindi ridotti a cose da poter essere sfruttate.

Ma la storia dovrebbe insegnare che la frase “abbiamo sempre fatto così” è una giustificazione spaventosa e che si può e si deve cambiare rotta.

Prima di onorare la “tradizione” è necessario onorare la Vita.

Vogliamo invitare Salvatore Visalli, sindaco del Comune di Roccavaldina, a mettersi nei panni di quel vitello, bendato, ornato e costretto a percorrere una processione in un ambiente molto rumoroso. Vorremmo che immaginasse il terrore di quel povero animale che non ha fatto nulla per meritarsi tali barbarie.

L’ufficio legale dell’OIPA ha suggerito di usare una statua in sostituzione dell’animale vivo.

«La sensibilità per il rispetto degli animali, tutelati anche a livello costituzionale (art. 9), è in crescente aumento, comportando una partecipazione attiva della popolazione nelle decisioni istituzionali. Pertanto, premesso che Oipa Italia è totalmente contraria all’utilizzo, in qualsiasi forma di qualsiasi animale (da reddito o meno), con la presente chiediamo d’intervenire affinché l’eventuale programmazione della festa possa essere adeguata alla sensibilità dominante, mediante l’utilizzo di una statua o di un mezzo non animale, al fine di rispettare la tradizione popolare, ma in un’ottica moderna».

Nel caso in cui, durante la festa, si utilizzasse ancora un vitello, l’OIPA comunica che si riserva di agire per tutelare l’animale.

Noi di Essere Vegan ci uniamo al coro di protesta e avvalliamo l’alternativa di usare una statua o un simbolo alternativo che possa mantenere la tradizione senza violare la sensibilità moderna nei confronti del benessere animale. Fare questo sarebbe un atto di civiltà e un grande onore per il Comune.

Non è più accettabile vedere un vitello bendato e sacrificato durante la festa patronale del Convito.

Sappiamo molto bene quanto a volte sia difficile sradicare alcuni comportamenti per nulla etici, ma tenuti insieme dalle tradizioni. Come già detto, se una cosa è sbagliata, non si può pensare che continui ad essere giusta perché si è sempre fatto così e perchè questo vuole la tradizione.

Possiamo cambiare, possiamo diventare persone più empatiche che difendono la vita. E non perché qualcuno ci dice che sia giusto o sbagliato comportarsi in un certo modo, ma perché lo sappiamo nel profondo del nostro cuore.

Abbiamo inviato la seguente PEC a Salvatore Visalli, Sindaco del Comune di Roccavaldina, a Giovanni Giacobbe, Garante regionale dei Diritti degli Animali della Regione Sicilia e alla Dott.ssa Cosima Di Stani, Prefetto di Messina.

Oggetto della mail: No al vitello ornato e bendato a Roccavaldina

Buongiorno, vorrei esprimere la mia preoccupazione per la festa del Convito che si terrà il primo agosto a Roccavaldina (Messina). Durante questa festa, un vitello viene adornato, bendato e portato in processione per il paese. L’animale è indubbiamente terrorizzato dal buio e dal rumore. Il vitello viene benedetto da un sacerdote e offerto (sacrificato) a San Nicola, patrono del paese. Questo è un maltrattamento punibile dall'Art. 544 ter del Codice Penale ed è una tradizione barbara e inaccettabile in un paese civile nel terzo millennio. Non si può più accettare che gli animali vengano considerati esseri inferiori. In virtù di questo, l’uomo riversa su di loro una dose di violenza inaudita. Questi esseri viventi, senzienti, vengono dalla notte dei tempi assimilati a oggetti che possono essere utilizzati, denigrati, abusati. In tempi non lontani tutto questo veniva destinato anche agli schiavi. Essi venivano descritti come esseri indegni, privi di anima e quindi ridotti a cose da poter essere sfruttate. Ma la storia dovrebbe insegnare che la frase “abbiamo sempre fatto così” è una giustificazione spaventosa e che si può e si deve cambiare rotta. Prima di onorare la “tradizione” è necessario onorare la Vita. Il comune di Roccavaldina trarrebbe un grande beneficio e sarebbe grandemente onorato, se cambiasse questa barbara tradizione, dimostrando di voler tutelare gli animali. Noi esseri umani abbiamo il grande dovere di proteggere tutti gli esseri viventi. Ringraziandovi fin d’ora per l’attenzione, mi auguro che questa mia possa portare a una profonda riflessione e all’abolizione di questa terribile tradizione. Cordiali saluti Lo staff di Essere Vegan

Potrete usare il testo qui sopra (modificando la firma al fondo, mettendo il vostro nome) per manifestare il vostro profondo sconcerto, inviandolo ai seguenti indirizzi email:

garantedirittianimali@regione.sicilia.it

protocollo@comune.roccavaldina.me.it

sindaco@comune.roccavaldina.me.it

prefettura.messina@interno.it  

comuneroccavaldina@pec.it

protocollo.prefme@pec.interno.it

Per parlare direttamente con gli organi preposti, potete usare i seguenti numeri:

Centralino Comune: 0909977741

Telefono Comune: 0909977736

Centralino Prefettura Messina: 0903661

Manifestate in modo pacifico, ma non state fermi a guardare. Manifestate!

“La neutralità favorisce sempre l’oppressore, non la vittima. Il silenzio incoraggia sempre il torturatore, non il torturato.”

Elie Wiesel.

Siamo pronti a ospitare la replica del sindaco o ad avere da lui rassicurazioni in merito

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