Ma le pecore sognano lame elettriche?

Ma le pecore sognano lame elettriche?

Ma le pecore sognano lame elettriche?” di Rita Ciatti analizza con chiarezza il rapporto che l’essere umano ha costruito con gli altri animali, osservandolo attraverso la lente dello specismo. L’autrice invita il lettore a mettere in discussione convinzioni spesso date per scontate, mostrando come questo legame sia profondamente radicato nella nostra cultura e nel nostro modo di pensare.

Il titolo, un chiaro richiamo al celebre romanzo di Philip K. Dick “Ma gli androidi sognano pecore elettriche?”, mette in guardia contro possibili futuri in cui il cosiddetto “benessere animale” rischia di diventare uno strumento alienante: interventi che, pur promettendo un miglioramento superficiale delle condizioni degli animali, finiscono per legittimare e perpetuare il loro sfruttamento e sterminio silenzioso.

Rita Ciatti propone una riflessione radicale, ma ormai necessaria: mettere in discussione il modo in cui concepiamo gli altri animali significa interrogarsi anche sul senso stesso di umanità e sui valori su cui la nostra cultura si fonda, valori che da secoli poggiano su una precisa gerarchia del vivente. L’autrice si propone di analizzare l’oppressione e l’uccisione degli animali alla luce dello specismo, quella “ideologia invisibile” che plasma le nostre scelte, i nostri pensieri e perfino i nostri comportamenti quotidiani.

Il libro, pubblicato da Marco Saya Edizioni, è strutturato in due parti: la prima indaga il modo in cui assorbiamo e interiorizziamo, generazione dopo generazione, la cultura specista e più in generale tutte le strutture che naturalizzano la gerarchia tra esseri viventi; la seconda descrive concretamente le forme di sfruttamento, schiavitù e uccisione degli animali, mettendo in guardia contro soluzioni futuristiche che si concentrano solo sul “benessere” o sugli effetti degli allevamenti, senza affrontare il nodo centrale dello specismo. Da qui il titolo: omaggio e insieme reinterpretazione del romanzo di Dick, il cui significato si chiarisce progressivamente durante la lettura. Il disegno di copertina, realizzato da Alessandra Antonini, acquista anch’esso un senso più profondo alla fine del libro.

Il linguaggio adottato dall’autrice è chiaro e accessibile a tutti; anche quando compaiono termini più tecnici, sono sempre accompagnati da esempi concreti e aneddoti tratti dall’esperienza diretta nell’attivismo. Ciatti sottolinea un punto fondamentale: pur nella sua radicalità, il libro non è scritto “contro” qualcosa, ma a favore di qualcuno: gli animali come individui unici, il cui valore intrinseco non può essere ridotto a funzione o utilità.

Copertina flessibile

  • Lunghezza stampa: 258 pagine
  • Lingue: Italiano
  • Editore: Marco Saya
  • Data di pubblicazione: 1 aprile 2021
  • ISBN-13: 979-1280278012

La battaglia per la liberazione animale è una battaglia di giustizia al pari di altre. È necessaria, urgente, fondamentale perché si oppone a violenza, morte, orrore, indicibile sofferenza.

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