Negli ultimi mesi, Asti è al centro di un acceso dibattito sull’abbattimento dei platani di corso Savona, alberi storici e simbolici per la città. Si tratta di sette platani secolari, alti quasi una ventina di metri.
Questa controversia ha sollevato interrogativi non solo sulla valorizzazione del verde urbano, ma anche sull’importanza dei platani per la comunità e l’ambiente. La questione ha coinvolto diverse autorità locali, oltre a scatenare forti reazioni da parte dei cittadini.
La questione degli alberi di Corso Savona
Sulla scia di progetti di riqualificazione urbana,in particolare, l’abbattimento dell’ex mulino Valente, nella cui area sorgerà l’ennesimo supermercato, l’amministrazione comunale ha deciso di abbattere alcuni platani situati lungo Corso Savona. Le motivazioni ufficiali riguardano la necessità di garantire la sicurezza dei passanti e degli automobilisti.
Il supermercato che aprirà sarà quello della catena LIDL i cui accordi con il Comune prevedono nuove rotonde e una pista ciclabile il cui tracciato dovrebbe passare dove ora sorgono i platani.
Il progetto è del 2019 e la firma della convenzione comunale col cantiere è del 2021.
La decisione ha suscitato proteste e malcontento tra i residenti e gli ambientalisti, i quali vedono nel taglio degli alberi una perdita importante per il patrimonio naturale e culturale della città.
Le autorità coinvolte in questa controversia sono molteplici. Il Comune di Asti, l’ufficio tecnico comunale e le associazioni ecologiste sono parte attiva nel dibattito. Queste ultime propongono alternative al taglio, come la potatura degli alberi, interventi di manutenzione e la deviazione della pista ciclabile, in modo tale da non abbattere i platani.
Asti è una delle città più inquinate d’Italia e non è accettabile continuare ad abbattere alberi.
Di particolare rilevanza è la presenza di una petizione attiva su Change.org, promossa da cittadini e attivisti locali, che chiede di fermare l’abbattimento dei platani. La petizione ha già raccolto un buon numero di firme e sta attirando l’attenzione di media e opinion leaders.
«Dobbiamo fermare l’abbattimento di questi alberi e pretendere che vengano gestiti secondo le migliori pratiche arbori-colturali. Dobbiamo far capire alle autorità di Asti che non siamo d’accordo con le loro decisioni che compromettono la bellezza e l’ecosistema della nostra città»
– tratto dal testo della petizione su Change.org
Importanza ambientale dei platani
I platani non sono solo degli alberi ornamentali; svolgono un ruolo cruciale nell’ecosistema urbano. Questi arbusti sono noti per le loro capacità di migliorare la qualità dell’aria, ridurre l’inquinamento acustico e fornire ombra nei periodi estivi. Inoltre, gli alberi sono habitat per vari uccelli e insetti, contribuendo alla biodiversità.
La loro presenza è fondamentale anche per il benessere psicofisico dei cittadini. Numerosi studi dimostrano che le aree verdi influiscono positivamente sull’umore, riducono lo stress e incentivano l’attività fisica. Tagliare gli alberi significa non solo privare la città di un importante patrimonio naturale, ma anche del benessere che essi portano alla comunità.
Asti vorrà mica diventare una nuova Bologna, dove sono stati già abbattuti 1.500 alberi?
Le conseguenze del taglio
Se l’abbattimento dei platani dovesse avvenire, le conseguenze potrebbero essere rilevanti. Oltre alla perdita di biodiversità e di spazi verdi, tagliare gli alberi crea un aumento delle temperature urbane, un fenomeno noto come “isola di calore”. Inoltre, la rimozione di alberi storici e significativi può generare un senso di impoverimento culturale e identitario per i cittadini, facendo venir meno legami storici e affettivi che legano la comunità ai propri spazi urbani.
Non bisogna dimenticare che nella città di Asti gli alberi abbattuti non vengono quasi mai soppiantati da nuovi alberi e, quando ciò avviene, spesso i piccoli alberi muoiono prima di poter diventare grandi, considerata la scarsa cura degli stessi (vedasi alberelli piantati nelle zone commerciali).
Ricordiamo, come già detto, che Asti è una delle città più inquinate d’Italia e continuare ad abbattere alberi, anzichè aumentarne la quantità, non può che peggiorare le cose.
Che cosa ne pensiamo noi di Essere Vegan
La vicenda dell’abbattimento dei platani ad Asti è un caso emblematico delle sfide che le città moderne affrontano in termini di sostenibilità ambientale e valorizzazione del patrimonio urbano. Le autorità locali, i cittadini e le associazioni ecologiste devono collaborare pacificamente per trovare soluzioni equilibrate che tutelino sia la sicurezza pubblica che l’importante patrimonio naturale e culturale della città.
I platani di Corso Savona rappresentano non solo un simbolo di bellezza naturale, ma anche un cruciale elemento di sostegno per la comunità e l’ambiente astigiano.
Ci auguriamo che il sindaco di Asti, intervenga prontamente, ascoltando i propri concittadini, per evitare questo scempio.
È nostro dovere protestare
Alcuni consiglieri comunali hanno segnalato la situazione alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Alessandria, Asti e Cuneo
Il Forum Nazionale Salviamo il Paesaggio, ha inviato una PEC alla direzione di LIDL Italia
Invitiamo i nostri lettori a fare altrettanto, a scrivere al Sindaco di Asti e alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Alessandria, Asti e Cuneo
Ricordiamoci della vicenda del 2022, in cui furono abbattuti 12 platani all’interno del circolo ricreativo della Way Assauto, come da denuncia di Legambiente Asti.
Tutti insieme per i platani di Asti. Tutti insieme per la salvaguardia del Pianeta!












